Quello della radio
(Marconi, la storia dell’uomo che ha cambiato il mondo)

L’intenzione dello spettacolo su Guglielmo Marconi, premio Nobel per la fisica, è quello di sviscerare i punti essenziali della sua vita e delle sue scoperte in una maniera che stia un po’ in bilico fra il racconto giornalistico e le suggestioni teatrali. Un intreccio di aquiloni che dominano la scena, alcuni tavoli pieni di oggetti, cianfrusaglie, pile, elettrodi, marchingegni per esperimenti, un attore-spalla in camice che si aggira fra l’oscurità e la luce, una specie di “professore” ineffabile che sta facendo esperimenti,immagini proiettate, e Giorgio Comaschi che racconta la vita del grande inventore bolognese.

Una biografia teatralizzata da momenti di testo suggestivo, ma anche piena di cronaca, di momenti comici e di interpretazioni su un uomo grande nella sua genialità ma anche molto discusso. Vengono ripercorsi gli anni iniziali della sua formazione, correlati anche da cenni sul contesto storico in cui avvenivano, com’era Bologna, la sua università, com’era l’Italia in quegli anni per intenderci. Poi via via il racconto si snoda attraverso la prime scoperte e i primi successi, i momenti di grande sofferenza, il cambiamento di carattere e di modo di vivere, i risvolti internazionali fino ad arrivare all’atto finale. Chi era veramente Marconi, cosa ha fatto per quegli anni e cosa sta ancora facendo per noi (cellulare, telecomandi, telepass, satellitare…)?. Tutto questo al di fuori dei facili trionfalismi, delle frasi roboanti, delle esagerate amplificazioni di cui lui stesso era vittima. C’è anche un Marconi diverso, sconosciuto, più umano, con i difetti degli umani e non solo con i pregi dei grandi e intoccabili uomini della nostra era. Figura fondamentale attorno alla quale ruota gran parte dello spettacolo è quella della madre di Guglielmo, Annie Jameson, irlandese, famiglia nobile proprietaria delle distilleria del whisky Jameson, i, che è stata determinante nella vita di Marconi ed ha avuto un ruolo importantissimo nei momenti chiave del suo lavoro.

Non mancano momenti divertenti legati ad aneddoti pressoché inediti della vita di Guglielmo, come quando per impressionare una lavandaia aveva collegato un pollo spennato, già pronto per essere messo in pentola, a degli elettrodi che lui comandava dalla sua soffitta.

Lo spettacolo è condito anche da musiche scelte fra quelle del periodo fine ottocento-inizio novecento a sottolineare momenti evocativi e teatrali. Si va da pezzi d’opera lirica, a brani concertistici di sottofondo, da Beethoven a Elgar, ma anche da brani più moderni come Art of Noise, Giovanni Allevi, Francesco Guccini e Francesco De Gregori.

“Il professore” è interpretato da Alessandro Piloni, bolognese, doppiatore e attore che già ha lavorato nei gialli a teatro di Giorgio Comaschi. La parte tecnica è curata da Matteo Nanni. Le immagini proiettate fanno parte dell’archivio della Fondazione Marconi. Lo spettacolo ha una durata di 1 ora e un quarto, senza intervallo e ha debuttato con quattro date in Australia, per le comunità italiane coordinate dalla Consulta degli emiliani-romagnoli nel mondo della Regione Emilia Romagna, a Perth, Adelaide, Melbourne e Sidney. Poi ha replicato in Canada, a Toronto, Montreal, Ottawa e Vancouver, in Belgio a Bruxelles e a Liegi e in Inghilterra a Londra. In Italia è stato invitato all’Università di Pisa in occasione della Notte dei Ricercatori.

 

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