Ma alla fine la pancia
ha più fascino o no?

Young couple standing on beach

Il problema degli uomini di una certa età, è intile nasconderlo, è la pancia. Perché la pancia è fisiologica dai 40 in su e poi uno la gira come vuole, ma non c’è niente da fare: esistono uomini con la pancia e uomini senza pancia. La pancia è una cosa innegabile, inconfondibile. Uno ce l’ha o non ce l’ha. Non genera dubbi. Poi ci si sforza, dopo aver ammesso l’evidenza, di fare battute di spirito o ad arzigolare teorie tipo: “Ah ma le ragazze giovani gradiscono di più le pance invece di quei fusti tartarugati…”. Può essere vero ma suona molto come alibi. Intanto bisognerebbe uscire dal cappio di una battuta che inesorabilmente e immancabilmente viene detta dai presenti quando, in una contesto di comagnia, arriva uno con la pancia: “Oh cos’hai un pallone da calcio lì sotto? Te lo togli per favore quel pallone che così ci giochiamo? Cos’ è un numero cinque?”. Sempre. La storia del pallone sotto la maglia si accoppia al: “Scusa, posso chiederti? Di quanti mesi è?”, altra battuta orribile che fa ridere ormai solo chi la dice. E questo è un altro meccanismo fantastico. Ci sono battute che non fanno più ridere nessuno, perché sono già state dette centinaia di migliaia di volte, e chi le propone di nuovo, le dice e poi si guarda intorno compiaciuto facendo una gran risata. Ma solo lui. Gli altri no. Gli altri passano oltre. Insomma, dicevamo della pancia. Tutti che se la lisciano (o altri che te la toccano e te la lisciano con la mano aperta) e fanno il commentino relativo: “Peeeerò…”, con la faccina furbina. Oppure la domanda con occhio di meraviglia: “Ou, ma sei dimagrito?”, lisciatina e via. Comunque il grande controllore della pancia dell’uomo è la moglie. Il vigile col fischietto in bocca e che fischia a mo’ di sentenza quando vede l’infrazione. Il fischio è poi di solito una frase tagliente. “Quella pancia lì…”. O: “Soccia se sei grasso!”. O ancora: “Te devi cominciare a stare attento al mangiare, guarda lì!”. Allora si vive nel terrore. Cioè, l’uomo ha paura di essere beccato e, quando ordina qualcosa dal menù al ristorante, sente lo sguardo addosso e sa già che di lì a pochi istanti arriverà il fischio del vigile. “Ma non prendere quello!”, “Ma non prendere questo”. La dietologia è una scienza in possesso esclusivo delle mogli. Nascono già così, sapendo già cosa ti fa male o ti fa bene. Si assiste quindi a scene di altissimo valore teatrale, anche comico. Avete mai notato, nelle tavolate di coppie di mezza o avanzata età, che ogni tanto un uomo si alza e va al capo opposto del tavolo facendo finta di andare a fare due chiacchiere con gli amici più lontani? Se lo osservate noterete che, facendosi scudo col proprio corpo, o approfittando di un collega corpulento, si acquatterà per non essere visto e ghermirà famelico due fiori di zucca fritti, o una manciata di patatine, o un pezzo di tenerina col mascarpone. Stando coperto. E piano, quasi sottovoce, dirà: “Sssst, se mi vede mia moglie….”. A volte si chinano e stanno lì a sgranocchiare qualcosa, ingozzandosi e facendo poi una fatica boia a ritirarsi su perché le giunture sono ormai quel che sono. Uno una volta è rimasto lì. Bloccato. Da un “Znèster”. L’ha trovato la moglie così, più tardi, con una mezza melanzana alla parmigiana in bocca. Non riusciva più nenanche a masticare. Quegli uomini insomma vanno a mangiare qualcosa lontano, di nascosto dal loro severo censore, sperando di farla franca. Ma spesso la Franca (gioco di parole) ha visto tutto da lontano: Lui torna, si siede e lei pronta: “Va che ti ho visto eh? Continua pure. Lo sai, lo sai…”. E parte l’interrogatorio: “Cos’hai mangiato?”. Lui non risponde o risponde: “Niente”. Lei allora chiede agli amici in fondo: “Cosa gli avete dato?”. “Noi, niente…abbiam parlato del Bologna”. Ma lei non la beve. Si alza in piedi e va là a farli parlare. Il fatto che arrivi fin là apposta fa scattare subito un senso di finale, di dramma, di resa. I complici a quel punto crollano e vuotano il sacco. E lui prende ventanni. Se gli va bene.

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