E per scegliere una birra ci vuole una una laurea!

rsz_birreE’ ufficiale. Non esiste più “una birra”. Una volta si andava al pub o in pizzeria e si ordinava una birra. Succedeva che ti portavano una birra. Semplice, visto la domanda. Poi, pian piano è arrivato il “chiara o scura?”. E lì dicevi o chiara o scura ed eri a posto. Adesso no. Adesso è quasi impossibile ordinare una birra, soprattutto nei posti dove il gestore si è premunito di dire di sì a cinquecento rappresentanti e quindi ne ha cinquecento tipi. Un po’ come il vino che una volta era “bianco o rosso?”, e adesso per ordinarlo bisogna aprire un tomo di quattrocentocinquanta pagine che assomiglia a un volume della Treccani, cioè la famosa “carta dei vini”, che ci vuole un anno per consultarla e davanti alla quale tutti fanno i superintenditori, sbirciandola con aria severa e con gli occhialini sul naso.
Ma torniamo alle birre. Se tu ti azzardi a ordinare una birra oggi entri in un girone dantesco da cui è difficilissimo uscire. Prima ti chiedono come la vuoi, tu tenti dire una birra normale, allora la prima domanda è se chiara o scura. Se pensi di aver risolto dicendo chiara ti sbagli di grosso. “Sì chiara, ma con che tipo di lievito?”. Tu rispondi che è uguale. “No, non è uguale – risponde il gestore -, esistono vari tipi di lievito, quello ad alta fermentazione, a bassa fermentazione, madre, quello sintetico, oppure possiamo proporre quello dei monaci trappisti in sei abbazie situate in Belgio”. A quel punto capisci che lui sta facendo il suo lavoro e allora per aiutarlo rispondi che va bene col lievito ad alta fermentazione. Non è finita, siamo solo all’inizio. “Quindi lei intende quelle prodotte per flocculazione”. Ovvio che, già lievemente seccato, chiedi cos’è la flocculazione. La risposta è più o meno un pippone del genere: “Guardi, la flocculazione è la tendenza delle cellule di lievito a unirsi fra di loro in grosse colonie durante la fase di fermentazione. E’ proprio la flocculazione la spiegazione tecnica per cui i lieviti ad alta fermentazione lavorano sulla parte alta del fermentatore mentre il contrario avviene per quelli a bassa fermentazione. Infatti i lieviti ad alta fermentazione tendono a flocculare all’inizio della fermentazione quando la percentuale di CO2 prodotta è alta”.
A questo punto sei schiantato, distrutto, quasi costernato. E provi a dire: “Non si potrebbe avere una birra normale? Chiara, normale?”. “La risposta è no – dice sorridendo con aria furba il gestore – lei ha chiesto il tipo di lievito e ormai abbiamo già scelto. Adesso mi deve dire se la vuole di tipo Ale, Lager o Lambic”. Non ce la fai più e speri che a dire con sicurezza “Lager” ti arrivi finalmente la birra. Invece. “Quindi allora la vuole a fermentazione bassa…deve decidere lei”. Lì sei morto. Ti ha beccato in una contraddizione. Intanto la sete è a livelli insopportabili. Sono passati venti minuti e non sei ancora riuscito a ordinare. A questo punto crolli e anche un po’ incazzato fai: “Insomma mi porti una birra come pare a lei!”. Errore colossale. La risposta è: “No, la decisione deve essere sua, e quindi io adesso le propongo una scelta fra malti tostati o luppolo della foresta nera”. Allora, a parte che il mandare a fare delle pugnette il barista è una delle soluzioni finali più diffuse nell’ordinazione di una birra, è necessario dire che sono in aumento in modo esponenziale i casi di omicidio nei confronti dei gestori da parte di clienti affranti e dai nervi saltati che volevano solo una cosa molto semplice: ordinare una birra. Attenzione: se uno pensa di risolvere dicendo: “Va beh allora mi porti dell’acqua minerale” sbaglia. Anche in quel caso potrebbe aprirsi un’altra lunga e dolorosissima parentesi.

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