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Al cane si parla sempre in italiano
ma fra amici scatta il dialetto

Allora, è ufficiale. Col cane si parla in italiano. Forse per rispetto, per nobilità, per reverenza. O forse perché si ha paura che non capisca. Scena vista. Due signore a passeggio, una tiene al guinzaglio un barboncino. E gli parla: “Allora Arturo, sei contento che ti ho portato a fare la passeggiata? Adesso andiamo a comprare la ciccia?”. E subito rivolta all’amica: “Al fa sampar axè. L’è cuntant da mat quand as và a fér la spàisa…”. E l’amica: “Par forza! Al sà che as và a cimprèr da magneet par lò”. E a sua volta l’amica si china verso il cane: “E’ vero Arturo? E’ vero che sei contento quando sai che si va a comprare qualcosa da mangiare per te?”. Poi subito la padrona del barboncino fa: “Hai fatto la cacca bella grande stamattina eh? Bravo, sei stato bravo”. E girandosi verso l’amica: “L’è du o tri dè cal fà di strunzlèn dùr, mo dùr, dùr…bisàgna cai daga dla verdura, sennò al s’intoppa…e dop al fa di cièn…”. Insomma al cane si parla in italiano. E fra umani si parla in diletto. Succede anche ai signori, stessa cosa: “Hai visto Chopèn che il Bologna ha vinto? L’hai guardata anche te la partita eh?”, parlando con un Golden Retriever che intanto si fa gli affari suoi, a parte il fatto di dover sopportare un guinzaglio rossoblù che a lui piaceva di più nerazzurro essendo dell’Inter e non avendolo mai detto al padrone, più per non creare frizioni che altro. E rivolgendosi all’amico che è con lui, l’uomo fa: “Ai piès al Bulaggna, parche al guerdà totti al partid! E al fà di roi quand al vad Palacio…”. Ma perché? Forse pensano che se parlano in diletto al cane lui non capisca invece l’italiano sì? E se il cane è turco e loro non lo sanno e lui non te lo dice? E non potrebbe essere che il cane capisce solo il dialetto e non sa una mazza d’italiano?    

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