Arriva la telefonata e addio cena del sabato sera

Le cene fra coppie di amici, il sabato sera. Tutti sono lì che ridono, scherzano, si sfottono, parlano male di altri assenti, insomma tutti gli sport nazionali più diffusi. All’improvviso la telefonata sul cellulare del babbo. Che si fa serio. Quando gli altri del tavolo gli sentono direa: “Allora, sta calmo, stai calmo. Devi andare in garage, c’è una mensola dove c’è una chiave, con quella apri la porticina della caldaia…”. Oppure: “Hai acceso una candela? Va bè. Con lo schermo del telefonino ci vedi…c’è uno sportellino dove ci sono i quadri comandi, guarda se qualche interruttore è giù, non in alto, giù, cioè verso il basso!”. E’ fatta. A casa è scoppiato un cataclisma e il figlio o la figlia telefonano disperati per sapere “cosa devo fare?”. Il babbo al telefono sposta la testa verso la mamma e dice: “E’ cioccata la caldaia”. O: “E’ saltata luce”. O: “Si allagata la casa perché è esplosa la lavastoviglie”. A quel punto il babbo abbandona il tavolo, la mamma lo segue. Vanno fuori e fuori dai ristoranti del sabato sera, oltre a gente che fuma, ci sono genitori che cercando di risolvere una catatrofe accaduta nella loro abitazione, catastrofe che andrebbe risolta con un clic di un pulsante o di un interruttore, ma siccome i figli sono completamente incapaci di qualsiasi gesto manuale, ecco che un episodio irrilevante diventa appunto ufficialmente catastrofe. Facce allarmate, frasi concitate, vai lì, vai là, apri quello, guarda verso il basso qualcosa eccetera. A volte il babbo stremato da spiegazioni cadute nel vuoto, fa: “Vado io va là, se no…”. Prende la macchina e torna a casa. E la cena è già monca. Tornerà quando gli altri sono al conto.

Le “catastrofi” del sabato sera sono sintetizzabili in questi tipi di intoppi:

1) E’ saltata la luce. In quel caso il genitore chiede cosa c’era di acceso e a volte la mamma confessa di aver lasciato accesa la lavastoviglie, mentre la sorella stava usando la piastra e il phon contempraneamente. La ricerca del quadro comandi per ripristinare la luce è una caccia al tesoro praticamente impossibile perché il figlio al telefono abita, da ectoplasma, in una casa che non conosce e che sembra non aver mai visto.

2) Si è bloccata la caldaia. Il babbo invita il figlio ad andare nell’antro dove c’è il bruciatore che è in cantina, a premere un pulsante e a spostare una leva che potrebbero far satare la casa se azionati in maniera sbagliata. Il figlio esordisce subito chiedendo cos’è la cantina. Lì scatta un film di supance inaudita che Hitckock sverrebbe di paura.

3) Il fratellino piccolo, badato dalla sorellina grande, ha fatto un frontale con un armadio e perde sangue dal naso. Scatta la caccia al mobiletto dei medicinali che viene identificato dalla sorella grande, ma non grande abbastanza perché è in alto. Allora le indicazioni per trovare la scala possono durare anche un’ora e mezza.

4) Non si apre la porta di casa. Il babbo aveva fatto cambiare la serratura il giorno prima. La casa è un bunker inespugnabile in cui solo lui riesce a entrare. Fuori dal ristorante scatta una lite in cui la moglie minaccia il divorzio.

5) C’è del fumo che esce dal mobiletto delle scope. Lì l’unica è andare a vedere. “Ciao a tutti, scusate. Ci vediamo il prossimo sabato. Poi diteci quant’è il conto che vi diamo la nostra parte”. Finzione teatrale questa, usata spesso quando non c’è più un+

 

 

ghello e si vuol continuare ad andare a cena il sabato sera.

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