Cameriere, la bottiglia è bucata! E tutti ridono

A tavola la gente di solito è di buonumore. Parlando di tavolate, di gruppi intendiamoci, perché i tavolini da due, coi fidanzati a cena, hanno come costante il fatto che tutti e due per un’ora e mezza guardano dentro al cellulare, digitano, navigano e non si parlano mai. E’ la famosa cena “non caghescion” che è sempre più diffusa. Negli altri casi va in onda un buonumore cabarettistico che è tipico dei bolognesi. Si forza la battuta. Come si forza la risata (soprattutto se è venerdì o sabato,  quando le esplosioni di risate sono da ultimo dell’anno). Una delle battute più ricorrenti delle cene è quando finisce una bottiglia di vino e bisogna ordinarne un’altra. 90 volte su 100 uno dei commensali afferra la boccia vuota, la alza al cielo come Zoff alzò la Coppa a Madrid nell’82 e sgrana un sorrisone radioso attirando l’attenzione del cameriere. “Cameriere, ce ne porta un’altra? Questa è…bucata!”. Poi fa l’occhietto come dire “ci siamo capiti eh, io e te, complici di grandi ribalderie da una vita”. In realtà non si conoscono affatto. E tutti ridono. La battuta della bottiglia “bucata” quando è finito il vino si sente da almeno trentanni. E da trentanni tutti gli altri ridono di gusto. “Ah ah ah, è bucata! E’ vero!”. Si vede che la cosa risulta di una comicità irresistibile. Altra variante: “Cameriere, la bottiglia è difettosa” (e via con altri occhietti convulsi). Può succedere che il cameriere addetto al vino sia inesperto, giovane, o spesso serbo, o rumeno o moldavo e non capisce. E allora prende la bottiglia senza rispondere all’occhietto e va in cucina dicendo: “Scuzate, cliente dize…bottiglia difettoza, dize che c’è buco”. Viene ovviamente spernacchiato, ma in italiano. Poi ce un’altra battuta che spesso si sente a tavola. Il “cabarettista” che indica le due o tre bottiglie vuote al cameriere e dice: “Abbiamo fatto dei cadaveri qua”. O: “Ci sono dei morti, può portarli via?”. Il cameriere a questo punto diventa il complice dell’eccidio e porterà subito altre vittime da sacrificare.

Ma chissà perché il vino a tavola provoca ilarità? E di conseguenza l’acqua. Come se il sottotitolo fosse sempre “noi che siamo dei beoni e che andiamo in cassa”. Succede quando dopo una lunga ordinazione del vino il cameriere dice: “Volete anche dell’acqua?” e c’è un attimo di sguardi e di silenzi. Poi uno fa: “Ma nooo dai, l’acqua fa la ruggine”. Anche quella dell’acqua che fa la ruggine viene detta da almeno trentanni. E tutti ridono facendo occhietti a destra e a manca che è un piacere. Come se scattasse sempre un fine goliardico e “bevone” all’arrivo del vino e all’assenza dell’acqua che comunque, dobbiamo ricordarlo per onore di cronaca, nel caso venga ordinata, è sempre “una e una”, cioè una naturale e una gasata. Per finire il catalogo delle battute ecco il momento del conto. C’è un gesto internazionale in quel caso e che è quel segno fatto a distanza con la mano che scrive simulando la biro (anche qui purtroppo c’è il sorrisino e l’occhietto che sembra inevitabile). Quel gesto vuol dire “mi fa il conto” anche in Congo. Qui si passa da “Cameriere, le dolenti note per favore” a “L’addizione si vu plè”, a “Il conto, an fer brisa l’esen”. Ecco per l’ilarità a quel punto si chiude. Sul conto hanno riso in pochissimi. Nella storia.

One Response to Cameriere, la bottiglia è bucata! E tutti ridono

  1. Roberto Rispondi

    15 settembre 2013 at 09:41

    Cosa dire, dopo essersi mangiati la qualunque, la frase: per me un po’ di ananas…. Brucia i grassi…… Magari con gran marnier o due palline di gelato.

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