Che bello, facciamoci un bel “apericena” che siamo più contenti

Indomiti, inesorabili, mai sazi, mai stanchi, mai vinti ci siamo inventati l'”apericena”. Una fantastica e strabiliante scusa per far finta di non mangiare, mangiando. Ci siamo arrivati però a piccoli passi. Una volta c’era l’aperitivo, normale, che si prendeva anche tranquillamentee senza fare tutte quelle chiacchiere per le quali sono poi diventati famosi gli apritivi. Un Cynar, un Aperol e via. In piedi. Al volo. Poi gli aperitivi si sono dilatati a macchia d’olio gonfiandosi come mongolfiere. E i banconi dei bar, un tempo solo in piccola parte ingombrati da un ciotolino pieno di una decina di patatine Pai, ora debordano di piatti di ragu’, intingoli tremendi, cardi, sedani, tramezzini a strati infiniti (risacche del non consumato al mattino), polli morti, gamberi disperati, tacos, tachis e trachis, salsine perfide lanciate come kamikaze contro fegati ignari, intrugli piccanti, e perfino spicchi d’aglio (che poi non si sentono perche’ sono quelli creati apposta, mo vè, per gli apritivi). 7-8 euro e uno si sludrava l’universo (anzi, si sludra, perche’ ci sono ancora) e praticamente con quella cifra si cenava in barba a tutti. Col piccolo inconveniente che se uno vuol bere alle 7 di sera solo un bicchiere di vino o un Sanbitter, paga comunque implacabilmente tutta la stesa dei piattini che gronda dal bancone. “Mi scusi, ma ho solo bevuto…”. “Mi dispiace, peggio per lei”. Sono sorti in questi anni quelli che si possono definire “i Gnoccheti”, e cioe’ quei bar frequentati da ragazze tirate e leopardate apposta per l’aperitivo e a caccia di qualche dopo cena, con agognato scontro frontale. Sembrano localita’. Gnoccheto degli Abruzzi. Gnoccheto della Taranta o Gnoccheto della val Trombana. Poi e’ arrivato l’ormai famosissimo: “aperitivo  lungo”. Qui possono partecipare quelli che non si fermano solo dieci minuti, ma che possono, anzi devono, star li’ tre ore. Se uno puo’ solo dieci minuti entra nella risacca, ai margini della tendenza, e non potra’ mai dire, e questa e’ la cosa piu’ seccante: “ho fatto un aperitivo lungo”. L’aperitivo lungo e’ sempre la stessa scusa per non mangiare, ma in realta’, sotto sotto, per strafogarsi a 7 euro pizzicando con le dita cibi dai piattini sui quali tutti hanno gia’ parlato a due centimetri, sputacchiando felicemente lapilli di entusiasmi alle stelle (ccciaaao, ccciaao!!!).

Adesso per non andare a cena e nello stesso tempo per non fare l’aperitivo, e’ stato inventato l’Apericena. Dove probabilmente puoi farti tranquillamente un cotechino a banco o una lasagna, sorseggiandoli, oltre che mangiandoli, per dargli anche il senso dell’aperitivo. Senno’ che Apericena e’. Sulla scia degli Apericena arriveranno tra breve i “Colapranzi”, gli “Stuzzitivi”, le “Merencene”, i Buffetanzi”, le “Sgranozione”. Esempio: se vieni da me faccio una “Sgranozione”, cioe’ una colazione dove si sgranocchia anche qualcosa. Bello no? Ma ci arriviamo, ci arriviamo, basta avere pazienza. Per finire al “Colapramerencena” dove uno farà tutto. Ma diventerà anche matto. Perché non riuscirà più a fare neanche due chiacchiere. La bocca sarà pienissima. E gli sputazzi saranno controllati dalla Protezione Civile, che ci metterà un secondo poi a dichiarare un’allerta.  Naturalmente aggiungendo che bisogna bere molto.

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