Che ne sarà di questi nostri corpi fra piumini e sudori?

Ma che ne sarà? Che ne sarà di quegli uomini che escono di casa al mattino col piumino, poi in Piazza Maggiore al pomeriggio se lo tolgono perché ci sono 20 gradi, poi si levano anche la maglietta e rimangono a torso nudo, poi si rimettono il piumino e vanno a casa? Che ne sarà dei loro corpi? E i loro deodoranti come reagiranno? Le loro ascelle proclameranno uno sciopero o entreranno decisamente in campo spostando equilibri importanti per il loro futuro (quando certe ascelle decidono di fare sul serio sono cavoli amari per tutti)? Che ne sarà? Che ne sarà di quelle gambe avvolte nelle coperte Tucano delle moto che al mattino presto, quando i loro titolari vanno a lavorare, provano tepore per l’aria freddina della notte e che poi al ritorno a casa, nella pausa pranzo,si trovano in un forno crematoio che può farle risultare, al termine del viaggio, una volta liberate dal buio della coperta, indifferentemente al cartoccio, al forno, o Margherita.

Che ne sarà di quei ragazzi a maniche corte che al mattino vanno a scuola col piumino sopra perché è un zagno boia e poi a mezzogiorno spianano la loro manica corta tirando su col naso se sono allergici (e anche coi baveri se sono sborroni) e poi comunque il piumino se lo devono comunque rimettere a un certo punto perché sennò è fra i marroni. Che ne sarà della loro pelle? E che ne sarà delle ragazze che un po’ ne volevano ma dopo quell’incontro ne avrebbero soltanto voluto?

Che ne sarà di quelle signore con le calze spesse che solcano la città nelle prime ore del pomeriggio quando si viaggia sui 25 gradi e le loro gambe vorrebbero intavolare una trattativa per ottenere almeno un’ora d’aria. Che ne sarà del lavoro immane a cui in questi giorni sono sottoposti i deodoranti costretti a straordinari e a turni impossibili, crollando poi molti miseramente vinti da  sentori estremi di cipolla o da afrori che ricordano vagamente quello dei dromedari quando hanno molto caldo. Che ne sarà di quella gente sui cinquanta che ancora indossa felpe per essere più giovanili ma vengono colti dai 23 gradi di una pausa pranzo e si accorgono che la felpa pescata nell’armadio del figlio ha all’interno un pail invincibile e indomabile, che provoca seri rischi di putrefazione dei tessuti adiposi? Che ne sarà di quelle maglie della salute che ci sono ancora sotto alle camice di uomini di affari o direttori in genere che con lo scooterone vanno a lavoro in abito completo e cravatta? Alle tre del pomeriggio con 24 gradi la sudorazione raggiungerà livelli impensati e la mossa sarà quella di andare in bagno, togliere giacca, camicia, ed eliminare finalmente la maglia della salute rimanendo poi solo con la camicia e la giacca…ma alla sera quando l’aria si farà fresca arriveranno a casa con qualche brividino, cos’hai, cosa non hai, e alla sera tardi 39 di febbre, con il letto ancora provvisto di piumone che farà salire la temperatura del corpo sui 50-60 gradi come ridere. Che ne sarà di quelle signore anziane che con i loro golfini sulle spalle patiranno scalmane atroci cercando di mascherarle con profumi fortissimi che le renderanno localizzabili in un raggio di duecento metri? Che ne sarà? Che ne sarà di questo tempo? E delle infradito prossime a venire?

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