Commenti recenti

“Chi era pure quella signora?”
e il quesito dura fino a tarda ora

Marito e moglie per strada, a passeggio. Età over 50. Di solito lei un pelo più avanti, sempre, lui appena dietro, con lei che dice ogni tanto: “Ti muovi?”. E’ una caratteristica generalizzatile questa. Tutte le coppie oltre i 50 hanno la donna che cammina più velocemente e lui sembra a traino. Comunque. Incrociano sotto il portico una donna, con la mascherina che appena li vede si ferma e fa, raggiante: “Ciaooo! Come state? Ho visto che eravate in vacanza all’Elba eh? Tutto bene?”. E loro due pronti: “Sì tutto bene. E tu come stai?”. “Bene, bene”. Il “come stai, tutto bene” rimbalza tre o quattro volte, cosa che succede quando le persone non hanno niente da dirsi. Poi lei, che andava di fretta, saluta e si allontana. A questo punto le due facce del marito e della moglie  si girano una verso l’altra. “Mo chi era?”. “Boooh! Non ne ho la più pallida idea”. La moglie fa: “Però la voce…lo sguardo, la conosciamo benissimo dai. Però non mi ricordo. Ha detto che siamo stati all’Elba, come lo sa?”. E lui: “Sì, anche a me sembrava, una faccia già vista. Ma dove? L’Elba perché l’ha visto su Facebook”. I successivi duecento metri sono impiegati dalla coppia a scervellarsi su chi poteva essere. Niente. Si dà la colpa a queste mascherine…ma in realtà è un’altra cosa, e il problema vero viene omesso. Il discorso scivola su altre cose, poi lui fa:”Porc! Ma chi era? Non sto bene finché non mi ricordo chi era”. E lei: “Ah non ti ricordi più un marrone di niente!”, con una scudisciata di livore. “Perchè te? Rigira pure la frittata”. Si discute sui rigiri delle frittate, poi della passante ci si dimentica, anche se tutti e due sotto sotto, ripensando a un tratto somatico, un appiglio, un qualcosa. Niente. Buio. Poi, sette o otto ore dopo, sul divano di casa, guardando una puntata di una serie, all’improvviso lui, nel silenzio, esplode con un urlo e il dito alzato: “La cameriera della pizzeriaaa!!!!”. La moglie, che si era abbioccata, ha un sobbalzo da spavento improvviso. Lo guarda e non capisce. “Era quella che lavorava nella pizzeria dove andavamo sempre…quella ragazza di oggi…eccooo!”. Lui è raggiante.Trionfante. Lei si riprende: “E’ veroooo!”. Sono momenti di felicità. In attesa del prossimo “chi è pure quello lì? Porc boia, ce l’ho qui sulla punta della lingua”. Fino all’esplosione del nome, molte, ma molte ore più tardi, a volte anche due o tre giorni. Di colpo, in fila alla Coop. “Venturiii! Era Venturiiii!”. Urlato come un gol all’ultimo minuto. “Si sente bene?”, chiede qualcuno. “Sì, sì, mi è venuta in mente una cosa. Ma sto bene”.           

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *