Conosco un grande massaggiatore ma non prende tutti

Gli stress degli uomini, dei dirigenti di aziende, dei capitani d’industria fanno ridere. Lo stress delle donne bolognesi è di un altro livello, di una categoria infinitamente superiore. Un uomo difficilmente dirà che è distrutto alle 10 del mattino. Le donne sì, a quell’ora sono già devastate dalla fatica e dalla tensione, non ce la fanno più. E per questo quando si siedono al bar, per una pausa caffè, parlano e si confrontano sui sistemi per vincere il logorìo tremendo della vita quotidiana. Intanto, c’è da premettere, la loro espressione è sempre affranta. Udito un dialogo a quattro di questo tipo. “Hai provato coi Fiori di Bach? Danno una grande serenità, sono fantastici”. E l’altra, arrivata per ultima dopo aver lasciato il Suv non in doppia fila ma in mezzo alla strada (è più comodo), molto abbronzata, con una vaga rassomiglianza a Mick Jagger (come pelle): “Macchè, sono sorpassati i fiori di Bach. Adesso ci sono le Bacche di Goji! Sono degli antiossidanti incredibili per la pelle”: Verrebbe voglia di intervenire dicendo che forse non avevano ancora sortito quell’effetto così visibile, ma sarebbe stato scortese. “Io vi consiglio una cosa – interviene la terza, una donna di mezza età che forse qualche anno fa non aveva uno sguardo di quella durezza sprezzante -: di mangiare solo quinoa. E’ la madre di tutti i semi. Fa benissimo. E poi provate le calze snellenti. Sono favolose perché attivano le microcircule”. Non si capisce cosa siano le microcircule, forse un termine inventato. O forse tragicamente no. E ti viene da pensare se anche tu hai problemi alle microcircule e magari non lo sai. “Io mi sono messa a prendere dell’acido ialuronico. Ne sento già i benefici. Soprattutto fa bene allo stress ossidativo”. Nel frattempo le quattro donne stanno mangiando, ma questo per la cronaca, delle paste ripiene di crema e di cioccolata che sono delle bombe, verrebbe da definire “neuroniche”, anche se non c’entra niente. La prima riattacca elencando i poteri delle cellule staminali che ricreano il tessuto connettivo e subito verrebbe una gran curiosità di vederlo questo tessuto ricreato. E soprattutto dov’è. “Io sono alla frutta sapete? Sono di uno stanco, ma di uno stanco. Ho provato il “Lifting 3d”. Uno che ascolta si chiede se ci vogliono gli occhialini speciali. O un abbonamnto a Sky. Ma poi lei fuga i dubbi e spiega che serve per un “ovale rilassato”. Purtroppo guardando il suo ovale non si ha l’impressione di grande relax, comunque pazienza. ”Io ho trovato una massaggiatrice strepitosa – fa la terza -, mi massaggia la testa. Guarda, una cosa incredibile. Mi fa anche male sai? Proprio male. Galattico!”. E un’altra ribatte: “Anche a me il mio manipolatore ha due mani, mo due mani…mi fa malissimo. E dopo come rimessa al mondo. E’ un fenomeno. Ou, comunque…lui non prende tutti eh? Eh sì, non prende mica tutti. Anche perchè ha la fila. Ma se vuoi io gli parlo e se c’è posto magari vieni”. Il manipolatore che non prende tutti è un classico che si ripete ormai da anni. Si dice sempre che non prende tutti per sottolineare l’eccezionalità del fatto che prende te. “E dov’è questo manipolatore?”. “Si chiama Lolli, sta fuori Zanardi”. Il manipolatore fuori Zanardi è un altro grande classico. Il fatto che poco dopo senti che il manipolatore, oltre a manipolare, ha anche una giostra e d’estate va in giro con la moglie, non toglie nulla a quello che è da sempre il dolce, meraviglioso, inimitabile incanto femminile. Basta. Mi alzo ed esco. Qui bisogna dare una svolta. Pian pianino. Ripartendo dal ginseng.

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