Crolla il mondo? Scusami,
sto giocando a Ruzzle

Scoperto finalmente il perché la citta’ di sera sembra deserta, a volte anche di venerdì o di sabato, come fosse un week end di agosto. Strade vuote, scenari da esplosione post-nucleare. Non è vero che è perché c’è la crisi. O perché non ci sono soldi. La gente sta giocando a Ruzzle (che si direbbe ràsl ma è come pàsl che invece tutti continuano a chiamare puzzle). Il più incredibile fenomeno di questi ultimi due mesi. Un’applicazione, un videogioco inventato per incrementare l’autismo (oltre che per tenere la mente allenata). Bisogna comporre delle paroline e ti danno un punteggio. Giochi con i tuoi amici di Facebook o con emeriti sconosciuti tipo “Alce sgonfio”, “Patatina bollente”, “Aldo delle Emorroidi”. Che poi alla fine della partita Aldo delle Emorroidi ti dice: lo sai chi sono? Sono Gino, il lattaio sotto casa tua. Un delirio esponenziale. La gente vive a black out di un minuto e mezzo e cioè il tempo della partita a Ruzzle. In quel minuto e mezzo può bruciare la casa, la nonna, esplodere una bomba, cadere un bambino contro uno spigolo, venirti contro uno in macchina, subire una rapina, ma a chi sta giocando non gliene frega assolutamente niente di niente. Deve finire la partita. Dopo, solo dopo, raccoglierà le ceneri della nonna o alzerà le mani davanti al rapinatore. Giocano tutti, guidatori degli autobus guidando l’autobus, signore sulle Smart, gente alla fermata dell’autobus, ma soprattutto il popolo dei divani e delle poltrone. Ecco perché non c’è più nessuno in giro. Sono tutti sul divano o sulla poltrona che digitano “nano, nani, nanu, non questa non me la prende, casa, casi, caso, soccia ma queste sono brevi bisogna farle più lunghe, dumaròn non me la prende…”. Il genere umano è stato definitivamente annientato. In casa non si parla più. Le domande cadono nel vuoto. Prima, quando la moglie guardava Grey’s Anatomy se le rivolgevi la parola ti poteva anche pugnalare. Adesso guarda Grey’s Anatomy e contemporaneamente gioca a Ruzzle. Per cui è come a Fort Knox. Qualsiasi domanda o frase cade nel vuoto. Le case si sono fatte silenti. Come le strade. Solo suoni di televisori che vanno da soli. Il mondo è nel dito indice che danza, sfrega, zigzaga per la tastiera e diventa l’unica parte allenata del nostro corpo, muscolarmente parlando. Il resto è esanime. Un corpo morto afflosciato da qualche parte in casa o in una sala d’aspetto, una sala d’aspetto di un dottore che non ti riceverà mai perché sta facendo un torneo con Spazzolina 97. E se uno diventa campione di Ruzzle, o “Ràsl” che dir si voglia, sai mai nella vita. “Babbo, sono campionessa di Ruzzle!”. “Caza vì”, risponderebbe il babbo per poi correre ad accettare subito una sfida con Caccolina 71.

One Response to Crolla il mondo? Scusami,
sto giocando a Ruzzle

  1. Bambolina Rispondi

    22 dicembre 2015 at 14:49

    Veramente un eccellentepost. Seguo con interesse il sitoweb http://www.giorgiocomaschi.it. Continuate con questo
    piglio!

    leggi questo articolo

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