“Di gia` che sei li mi prendi quella cosa?” Ma perche`?

Ci sono cose fulminanti. Cose che ci colgono e che ci inchiodano alle nostre responsabilità. Uno di queste, diffusissima, è il: “Di già che sei lì”. E’ una frase usata quasi esclusivamente dalle donne, soprattutto dalle mogli. Le donne non sopportano, per atavica conformazione mentale, l’uomo che non sta facendo niente, cioè che non si sta rendendo utile o che non sta facendo una cosa che lei gli vorrebbe far fare. Questo è fisiologico. Se l’uomo si alza in piedi da tavola per andare in cucina a prendere gli stuzzicandenti (per dire) subito verrà fulminato da un: “Di già che sei lì prendi anche il pane, una bottiglia d’acqua e controlla il ragù, magari dandogli una mescolata”. Non può fare un’azione singola l’uomo. Verrà sempre ingaggiato per qualcosa. Altro esempio. Al telefono. “Dove sei?”. “Sto tornando a casa, c’è un traffico, sono in via Murri”. Ho detto via Murri, ma potrebbe essere in qualunque via e la donna troverebbe qualcosa. “Allora, di già che sei lì, passa dal pakistano e prendi il caffè che è finito e le Coche per i ragazzi”. Se foste in via della Beverara non cambierebbe niente. “Dì già che sei lì, potresti fermarti dal lattaio a prendere il latte e da Nipoti Terrecotte a ritirare la mia statuina?”. Si va per assurdi. Se l’uomo risponde: “Sto tornando a casa, ma in questo momento sono a Napoli”. “Ah, di già che sei lì, potresti comprare delle mozzarelle quelle buone e il lievito della pizza che lì è più buono?”. Niente. Non c’è via di scampo. Ovunque. Difficilissimo che l’uomo, come struttura mentale, telefoni alla moglie che sta facendo due passi con un amica e dica: “Di già che sei in centro mi prendi una scatola di sigari e una pila per il mio telecomando”. La donna invece si nutre avidamente di “Di già che sei lì”. Che può diventare anche “Di già che passi”. O “Di già che sei in strada”. Si registrano casi in cui uno abita a Porta San Felice, deve andare al Trebbo e la moglie gli fa: “Di già che sei di strada, passeresti a Porta Mazzini a ritirare dalla sarta il mio vestito che ho fatto accorciare?”. A uno verrebbe da dire: “Ma non sono di strada, è dalla parte opposta”. Ma lui sta zitto e ci va. C’è gente che stava per uscire in tangenziale in San Vitale all’ora di punta per tornare a casa e col “Di già che sei lì” si è ritrovata a Modena. E’ la dittatura femminile del “Di già che passi”. Il bello è che la cosa viene detta con una nonchalanche pazzesca, come fosse venuta in mente lì per lì, casualissima. “Di già che sei lì…” eccetera. Invece non è casuale. Non è venuto in mente. E’ probabilmente il frutto di un ragionamento ben preciso: “Dunque, adesso lui si alza in piedi e cosa gli faccio prendere o portare di là in cucina?”. Oppure: “Adesso lui è in via Murri, adesso dove lo mando a prendere qualcosa di scomodo, un po’ lontano da lì?”. Attenzione perché al “Di già che sei lì”, non ci si può ribellare. Al minimo cenno di rivolta, anche logisticamente motivato, scatta il: “Ecco, una volta che si chiede un piacere”, o il “Ah bè certo, pensi solo a te stesso”. Quando si deve andare a prendere il vino in cantina, o passare a ritirare qualcosa, o portare qualcosa che sia minimamente pesante, si torna a 50 anni fa, quando la parità dei sessi non c’era ancora. Adesso la parità c’è, ma finchè la donna non decide che è 1 a 0 per lei. Comunque il “Di già che sei lì”, trionfa alla grande. L’importante comunque è esserci, è essere lì, nel momento giusto, con tempismo, come un centravanti quando c’è da far gol. Nel senso che la scaldatina di una cosa nel microonde sennò, se “di già non sei lì”, non la puoi fare. E invece così resti comunque (anche se bofonchi quel “soccia-dumaròn”) un punto di riferimento importante della vita domestica.

One Response to “Di gia` che sei li mi prendi quella cosa?” Ma perche`?

  1. enrico Rispondi

    16 febbraio 2016 at 00:36

    ci metterei anche “dalla via che sei lì”

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