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“Dirà: mi porti in giro?”
Siamo sicuri che lo dice?

Cane-padrone-parco-donna-1-830x625Il fenomeno del “dirà” va studiato attentamente. Il “dirà…” è quella proiezione della nostra fantasia che applichiamo in presenza di esseri umani o animali che non sono in grado di esprimersi a parole. Quindi cani, gatti e anche neonati, o comunque bambini sotto i 12 mesi. Noi li facciamo parlare, o, ancor meglio, presumiamo che, se avessero la parola, direbbero quello che abbiamo pensato noi. “Dirà…ma cosa aspettano a cambiarmi il pannolino?”. “Dirà…dai mo zia, fammi le coccole”. “Dirà…soccia che casino che fate qua in casa, io voglio dormire”. Insomma “dirà”. In realtà lui non dice assolutamente niente. E forse non direbbe neanche quelle cose lì. Ma noi, che siamo poco presuntuosi e vorremmo che gli altri dicessero e pensassero sempre quello che pare a noi, diamo per certo che dietro a quel silenzio ci sono esattamente quei pensieri e quelle parole. Appena vediamo degli animali il meccanismo scatta subito. Allo zoo. C’è un orso. “Dirà…ma chissà cosa vuole tutta sta gente qua”. Forse, se l’orso potesse parlare direbbe: “Ma che cazzo dici? Io non dico un bel niente. Smollate mò una nocciolina, altro che dirà”. Invece interpretiamo tutto. Coi neonati poi, quando ci sporgiamo sulla culla, siamo fantastici: “Dirà…inutile che state lì a guardare, datemi mò la pappa”. Invece magari l’infante, se parlasse, direbbe: “Basta che non fate gli asini a darmi da mangiare che mi avete già riempito come un uovo”. Interpretiamo anche le espressioni, soprattutto degli animali. A tavola per esempio, quando i padroni di casa ci hanno detto di non dare niente al cane perché sennò muore, e noi, per un misterioso caso di morbosa generosità, aspettiamo il momento di darglielo lo stesso, di nascosto. Poco prima, mentre il cane è lì accanto alla nostra sedia diciamo: “E’ inutile che mi guardi con quell’aria da cane abbandonato…non ti posso dare niente”. Oppure: “E’ inutile che fai la faccia implorante…”. Sarebbe bello capire qual è la faccia da abbandonato che fa il cane. Siamo sicuri che la fa? O ha sempre quella espressione e ti guarda semplicemente sperando che tu gli dia qualcosa? Sta solo attento insomma che dalla tavola arrivi qualcosa. “Dirà…dammi ben qualcosa dai…”. Invece non dirà un bel niente. Ma sta lì perché sa benissimo che tu disubbidirai e prima o poi, come sempre, farai cadere qualcosa. E se potesse parlare magari direbbe: “Va là che la faccia da cane abbandonato ce l’hai te, cretèn!”.

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