E alla mattina tutti felici col risveglio muscolare

“E unoooo…e dueeee…e treeee….e unooo…e dueeee, e treeee”. La mattina. Nei villaggi vacanze, nei clubbini e clebboni delle ferie, ma adesso anche nelle spiaggie, nei bagni più organizzati, quelli animati da animatori che siccome devono “animarti”, ti tirerebbero giù dal letto di notte, mentre dormi. In questo caso, appena ti vedono spuntare in spiaggia, ti si attaccano come gatti attaccati a sinonimi di celebri frutti autunnali. Scatta “Il risveglio muscolare”. Si chiama così. La prima frullata di zebedei della giornata. Uno arriva in spiaggia ancora un po’ assonnato, appena colazionato, occhiali scuri e poche parole e zac: tum tum cià, tum tum cià…Da radioni a pila portati in riva alla bisogna, partono le note di qualche motivo discotecaro e scatta il risveglio muscolare. Dopo un po’ la scena è un po’ felliniana ma anche un po’ preoccupante, se arrivasse in quel momento un extraterrestre e vedesse quella roba lì (gli si spalancherebbero mille dubbi e perplessità su di noi, popolo di un’altra galassia).

Due o tre animatori di spalle agli ombrelloni, che si muovono come sanguettole e ordinano esercizi. Purtroppo, se sono animatrici, hanno spesso un quoziente estetico della parte posteriore che fa sussultare il popolo degli sdrai, di solito composto da mariti e mogli che vanno subito in frizione perché lui fa finta di leggere il giornale, ma guarda al di sopra ed ha lo sguardo incollato a natiche inesorabilmente sodissime e sculettanti (“Alfredo, la smettiii? Cosa guardi? Ti vedo veh!”. Risposta: “C’è un peschereccio là al largo che non capisco se è rosso o giallo”. Lei risponde sempre in questi casi: “Te lo do io il peschereccio”). Di fronte agli animatori che sembrano scossi dal ballo di San Vito, ci sono file di varia umanità condensabili in: 1) Signore con cappello e occhiali e maglietta che non può contenere la pancia (fra due minuti la pancia sborda, vien fuori e va a Gabicce), 2) Tre signore in costume intero che hanno appena trattato una borsa simil Balenciaga da un uomo di colore che all’improvviso ha raccolto tutto in un telo e adesso forse è già a Gabicce anche lui. 3) Un gruppo di bambini che si muovono disarticolatanente e hanno già chili di sabbia in bocca, 4) Due o tre nonne sparse con fazzoletto ai capelli, intrise di creme e di profumi da poco, che se ci passi vicino svieni, 5) Un signore magro alto che l’ha mandato lì la moglie per vedere se il “risveglio” gli risveglia ache qualcos’altro, 6) Una super gnocca che tutti fanno finta di non guardare, 7) Qualcuno che mano a mano si aggrega per la supergnocca (mo vè) e si rassegna a fare movimenti da imbecille pur di star lì.

In mezzo metro d’acqua intanto, c’è qualche timido o qualche signora altrettanto timida che fa i movimenti da lontano (fu da lì che poi, un giorno, inventarono l’Acquagym). Intorno al gruppetto sulla battigia che tenta il “risveglio muscolare”: alcuni curiosi guardano fermi, facendo finta di niente anche loro, i classici camminatori che stanno facendo la passeggiatina e arriveranno fino al molo (si arriva sempre a un molo nelle passeggiate sulla spiaggia) e poi le musiche. Sono le famose musiche “sfrantamarrons”, cioè tum tum cià, tum tum cià, a cui si lega splendidamente il tormentone dell’estate del caso, tipo “Ciapa la galèina”. Il suddetto extraterrestre, vedendo la scena e sentendo partire “Ciapa la galèina”, se ne va via come un razzo e torna nel suo mondo intergalattico per non tornare mai più. Il problema sarà quando dovrà raccontare cosa ha visto sul pianeta terra.

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