E con “Bologna Bel Lavurìr” si visita il bello della città

C’è un pullulare di turisti, una crescita di interesse storico culturale di Bologna. E pullulano anche le viste guidate per conoscere la città. Per questo motivo è stato ideato un percorso intitolato “Bologna Bel Lavurìr”, che sta ottenendo un grande successo. Le tappe del tour sono le seguenti.

1) Visita al Cantierone. E’ l’attrazione più richiesta. I turisti si trovano in piazza Nettuno e vengono accompagnati nel meraviglioso cantierone Rizzoli-Ugo Bassi. Molto suggestiva la parte delle transenne e quella dei piccoli concertini di martelli pneumatici che si possono ascoltare a orecchio nudo. Il gruppo di turisti può anche subire i no e i dinieghi dei vigili che lo invitano a divertenti e tortuosi giri per raggiungere le Due Torri.

2) Visita alle pisciate del centro storico. E qui ci si tuffa nella tradizione. Il gruppo viene accompagnato negli angoli più usati come orinatoi. Speciali occhialini 3D forniti dagli organizzatori permettono di vedere le pisciate fluorescenti che mandano vivaci bagliori. Ci sono anche nasi 3D che permettono di sentire gli odori con maggiore precisione e di suddividerne le origine degli afrori (birra, kebab, fritture, sughi di mamme venuti dal sud eccetera). Al primo del gruppo che pronuncia la parola “puzza” viene donato un “angolino” in miniatura che può portare a casa per creare un secondo servizio-bagno. Se si è fortunati e si capita i primi giovedì di ogni mese in via del Pratello c’è la rinomata Festa della Pipì con giochi e attrazioni a tema.

3) Il giro delle buche. Si noleggia a un euro una bici speciale e si viene accompagnati in un piccolo tour attraverso le buche più profonde da prendere in pieno e sentirne l’effetto. Il giro termina quando la bici si rompe o uno del gruppo si fa male davvero. Molto bello, soprattutto perché movimentato.

4) Visita ai gazebi e ai palazzi storici incartati per restauro di Piazza Maggiore. Si ammirano, con audio-guide apposite, gli affascinanti contrasti fra gli edifici medioevali e le irriverenti ma preziose tensostrutture delle varie manifestazioni che danno al crescentone un’aria agile e moderna.

5) Visita, nei giorni festivi, alle attrattive chiuse. I turisti amano scoprire i posti belli che rimangono chiusi la domenica o nei giorni festivi. L’impossibilità di trovare un bar, di bere un caffè o di mangiare qualcosa a volte è un’esperienza elettrizzante che fanno della città qualcosa di unico.

6) Percorso “eno” fra quelli che hanno bevuto molto già dal mattino in vicolo Ranocchi e zone limitrofe. Si possono nel frattempo, questo per le famiglie, lasciare i bambini al sole. Ma non al sole in senso meteorologico, all’Osteria del Sole, dove potranno giocare felici bevendo Falanghine bio.

7) Breve visita con scatti di immagini ai graffiti dei topi di via Pier de Crescenzi, uno dei progetti speciali più all’avanguardia degli ultimi anni.

7) Mini tour per osservare da vicino la sincronizzazione dei semafori di via Irnerio. Il tour termina con sosta e visione del semaforo Farini-Cavour che rappresenta un po’ il fiore all’occhiello dell’agilità e della scorribilità della rete stradale bolognese.

Il percorso “Bologna Bel Lavurìr” termina lì. E durante i venti minuti di rosso, i turisti possono commentare bellezza della visita. Quando scatta il verde tutti concorderanno nell’aver trascorso una giornata davvero speciale, nella cultura, nella tradizione e negli usi e costumi della città.

2 Responses to E con “Bologna Bel Lavurìr” si visita il bello della città

  1. Paolo Morello Rispondi

    29 marzo 2015 at 00:01

    Beh stavolta hai superato te stesso! Gran pezzo!

    • giorgio.comaschi Rispondi

      29 marzo 2015 at 09:15

      Grazie Paolo

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