E dalle mezze frasi per strada si capisce tutto

Basta passeggiare in centro. E stare attenti. Si aprono dei mondi all’improvviso. Sono i frammenti delle frasi che vengono captate al volo, così a caso, mozziconi di frasi della gente, pezzi di discorsi, termometri di stati d’animo. Se uno prende appunti viene fuori un collage fantastico. Una signora elegante in via de Toschi, con tacco alto. E’ al telefono: “…io non so cosa dirti guarda, è che sono stanca, stanca…”. Poi la incroci e non senti più niente. Chissà poi stanca di cosa? Aveva la faccia affranta. Diceva che era stanca. Di cosa? Di un uomo, di un figlio, di un professore del figlio colpevole di non averlo capito, di un marito che rincasando aveva un profumo femminile addosso?. Ma ecco due signori, passeggiano lentamente. Si sente uno che fa: “…va là che quando c’era Savoldi là in mezzo…”. E l’altro: “Eh sì…”. Si sono già defilati perché vanno in direzione contraria alla tua. Pensi a dei cross non raccolti come si deve, a dei centravanti tristi di testa, a della gente che non fa gol. Chissà. Poi ecco un tipo coi capelli tinti, il giubbotto sborrone, la scarpa quadra. Stavolta va nella stessa direzione, ti ha raggiunto: “…tu le devi dire che vada affanculo, capito?
A fan cu lo! Glielo devi dire…”. Sta parlando fortissimo al cellulare. Allunghi il passo per sincronizzarti col suo. Per capire a chi glielo deve dire. “…No! No!…No, assolutamente no!”. Niente, non si capisce. Adesso sta zitto. Sta parlando l’altro, o l’altra. Niente. Ha messo giù. Ha premuto un tasto e ha interrotto. Non sapremo mai chi era la vittima e chi il carnefice. Solo che il tipo è imbestialito con qualcuno. Via Clavature. Viene in direzione opposta un ragazzo del mercato, con grembiule addosso: E’ al telefono anche lui. Capti solo: “…sto cazzo!”. E si allontana. Poi vedi che si ferma. Allora fai finta di tornare indietro: “…a lui non gli ha giocato Gervinho e gli è entrato Di Natale che ha fatto due gol…”. Già capito. E’ una vittima del Fantacalcio. Perche la doppietta di Di Natale l’ho beccata anch’io contro. Poi due signore in via Drapperie nel brulicare dell’ora della spesa: “…guarda, è carinissima, dolce, aaaah, io sono innamorata…”. “E l’altra: “…anche la mia, ma non fa la cacca fuori, questo è il problema”. Si presume, o comunque si spera, si parli di cagnoline. Altrimenti è un casino. Poi incrocia una signora in compagnia di un uomo alto, distinto: “…se poi è così allora io sono stanca, stanca…”. Lui non dice niente. Guarda nel vuoto. Dà l’idea di averla già sentita altre volte questa frase. Comunque un’altra signora stanca, due volte, di qualcosa. Proseguendo, c’è gruppo di uomini all’esterno di un bar di via Orefici. Passi veloce e senti: “…han detto che a New York l’han mandato via, non lo vogliono più…”. Non ci si può fermare ad ascoltare, pare brutto. Ma il sospetto di chi sia il soggetto c’è. Comunque avanti. Altri mozziconi di frasi pescate. “…piove tutto domani…”. “…il mio commercialista è uno stronzo…”, “…mi scatta un’aliquota e vado sotto…”, “…se continua andremo per vie legali…”, “…e il Comune ha detto che non si può, hai capito che coraggio?…”. “…soccmel te e la novèl cusin, 70 euro…”, “…ooochhi di ragaaazza, quanti cieli… (uno che sta scaricando delle casse)”, “…guarda, nun me po’ fregar de meno…”, “…va là va là va là che qualla lè l’è totta una manovra…”. Brandelli di frasi, di gente, attimi di vita. Basta andare a casa e raccoglierli tutti. Chissà se salta fuori una verità su qualcosa.

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