E poi arrivò lo Sbaffatore Misterioso, quello che non paga

Non ci se ne accorge finchè un giorno ti si apre un universo e capisci. C’è una tecnica. Una tecnica ben precisa. Da professionisti assoluti. Comincia così. ”Vieni alla cena? Dai, non puoi mancare”. E l’altro, lo Sbaffatore Misterioso, quello che sfugge al controllo, che non lo vedi, che gira nell’ombra, in punta di piedi, che vive a fari spenti, ma che è fra di noi, risponde: “Ho una riunione di condominio, non so se mi libero, non credo di farcela, semmai vi raggiungo per il dolce. Se va bene”. “Dai, ti aspettiamo”, dicono gli altri della cena. “Però vieni eh, anche tardi ma vieni”. “Sì sì, faccio di tutto”, fa Mister Sbaffo. Vediamo. La cena è alle 8 e mezza? Bene, di solito si inizia a mangiare verso le 9, poi il calcolo galleggia più o meno sull’ora, ora e un quarto. Verso le 10 e un quarto ecco la telefonata o l’sms. “Arrivo, mi sono liberato adesso, dumaròn ste riunioni di condominio. Sto arrivando”. La riunione di condominio è un impegno classico e molto usato, ma ce ne sono altri svariati e fantasiosi (i compiti del figlio da controllare, uno straordinario in ufficio, le pratiche di una consegna da finire, un tecnico della caldaia che poteva solo a quell’ora…eccetera). Dopo dieci minuti eccolo che arriva al ristorante. “Ciaaao, ciaao”, sbacini e sbaciucchi, dai mettiti qui, dai dategli un bicchiere eccetera. A quel punto nessuno nota che il Professionista è arrivato nel momento esatto in cui ormai gli altri stanno finendo i secondi. Ed ecco che subito qualcuno fa: “Dai assaggia un po’ della cotoletta, è enorme”. “Ma nooo, ho già mangiato”, dirà lui. Si fa portare un piatto e a furia di insistenze (controllate sapientemente, nel senso che il soggetto dice di no ma non troppo) lo Sbaffatore mangerà una mezza cotoletta, berrà il suo bicchiere di vino e dirà: “Io poi ero venuto solo per il dolce…mi avete traviato…(risatina)”. Tutti gongolano contenti di averlo condotto sulla “cattiva strada”, frizzi e lazzi e infine arriva il momento del dolce che viene ordinato da tutti. Lui è prontissimo. “Sì, il dolce lo prendo, non ho più fame ma così, tanto per farvi compagnia…”. Lo Sbaffatore si sludrerà il dolce, alzerà la mano nel giro dei caffè, “vuoi un grappino?”, “ma sì, dai un grappino, proprio due dita va…” e alla fine arriverà il momento fatidico. Il conto. Arriva il conto e Mister Sbaffo, mentre gli altri sono impegnati nella tradizionale divisione (c’è sempre uno che la fa a mente perché dicono “dai te che sei un bancario”, o “dai, te che sei un commercialista” e uno che, visti gli scarsi esiti del conto a mente, consulta la calcolatrice del cellulare) estrae il portafogli dicendo: “Ditemi la mia quota eh, mi raccomando”. A questo punto con una percentuale del cento per cento la risposta sarà: ”Ma no dai, te niente, hai preso solo un dolce, facciamo noi”. Lui rimane col portafogli a mezz’asta, fa un piagnucolino di insistenza e poi mette via. E’ fatta. Non si è mai visto un tavolo in cui sia arrivato “quello che ha mangiato solo un dolce” al quale qualcuno, al momento del conto, dica te metti dieci, o metti cinque o qualsiasi obolo. Mai. Sempre e solo: “Te scherzi, hai preso solo un dolce…”. In realtà, fateci caso, non ha preso solo un dolce. Ha mangiato il secondo, il dolce, ha preso il caffè e il grappino. Cioè ha mangiato. Gratis. E prima, a casa, non aveva niente da fare e non ci ha pensato neanche lontanamente a mangiare. Ci sono professionisti Sbaffatori che vivono così da anni. A rimasugli di secondi e a dolce. Che in fondo alla fine non sarà precisamente dietetico per la pancia. Ma per il portafogli sì.

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