E quando arrivano i fritti
addio alle intolleranze

buffetParliamo di buffet, quelli dove, appena gli addetti danno il cenno che si può cominciare, tutti si fiondano come se pronunciassero, anche se in realtà non lo pronunciano, il grido: “Banzai!”. I buffet sono quelli organizzati di solito per feste, celebrazioni, cene aziendali, vernissage eccetera. Il meccanismo del buffet è inesorabile. Nel senso che spinge l’essere umano a tornare ai tempi delle caverne dove i buffet non c’erano, ma la spinta per la fame era al di là dell’immaginabile. Quando scatta il buffet l’uomo viene catapultato nell’età preistorica. Potrebbe calpestare il prossimo, i bambini, le persone affettivamente vicine, senza pietà. C’è un perdere il lume negli approcci ai buffet che impressiona, considerando anche il fatto che si tratta spesso di persone eleganti, in giacca e cravatta, signore in lungo, gente di un certo livello insomma. Oggi però, l’assalto al buffet è sensibilmente limitato dalla nuova era delle intolleranze alimentari. Prima di organizzare i menù dei buffet, viene compilato quindi un elenco dettagliatissimo e personalizzatissimo su cosa può o non può magiare qualcuno. E quelli del menù devono tenerne conto, pena probabilmente, nel caso avessero trascurato il problema di uno che non può magiare i funghi non facendogli trovare l’alternativa, una detenzione forzata nella prigione di Alcatraz, riaperta dopo anni proprio per l’occasione. Ragione per cui ognuno denuncia in anticipo la propria intolleranza e quindi c’è la zona del menù per celiaci, l’altra per i vegani, l’altra per i vegetariani, l’altra per i maori, l’altra per i buddisti, l’altra per chi è allergico all’aglio e se lo mangia nitrisce come un cavallo. Bene. Siamo arrivati fin qui a spiegare il fondale della situazione, perchè è proprio su questo fondale di apprensione per la selezione di cibi, che avviene un fenomeno straordinario. Prima, appena si apre la caccia grossa ai piattini da riempire oltre i livelli di guardia (ci sono piattini che contengono a volte montagne di cibi debordanti che crollano sul pavimento senza pudore), c’è tutto un dire: “Ecco, io gli asparagi non li posso mangiare…”, “Io non posso mangiare i capperi…”, “Io se mangio una melanzana sto male”, “Io il caviale non posso, mi dà un prurito sotto l’ascella che devo andare in ospedale”, “Io non posso toccare i gamberetti perchè divento viola…”. Insomma ognuno dichiara la propria limitazione. Poi, all’improvviso, il cameriere o i camerieri, annunciano, irrompendo in sala con un vassoione enorme: “Ecco i fritti signori!” . Che sia un fritto di patatine, di pesce, di gamberi, di frutta, di verdura, o di qualsiasi altra roba friggibile, non fa differenza. Alla parola “fritto” tutti si fiondano come sciami di vespe impazzite. Ma tutti tutti. Dicendo: “Ah bè, al fritto non si può dire mai di no”. Quindi intolleranti, vegani, maori, vegetariani, allergici, partono in quarta perchè la verità fondamentale è che il fritto azzera tutto. Qualsiasi ritrosia, qualsiasi paura, qualsiasi remora crolla. Il fritto è come la livella di Totò. Di fronte al fritto tutti gli uomini sono uguali. Tutti che tocciano coi ditoni (esiste infatti nel bolognese l’I Touch per i telefoni e l’”I Tocc” che è un sistema di digitazione diverso). E tutti che dicono: “Non potrei eh, ma sti funghi sono una roba…”. “Guarda, non c’è niente come il gamberetto fritto…”. Con l’amico di fianco che fa: “Ma scusa, non avevi detto che se mangiavi un gamberetto fritto morivi?”. Risposta: “Ahaha, si, ma guarda, per morire c’è sempre tempo”, slurpando il nono gambero. Qualcuno di solito fa: “Sì, d’accordo è fritto, ma senti? Non è unto! Sono bravissimi”. Il che vale anche per le crescentine, di fronte alle quali la gente crolla miseramente, presentando poi la liberatoria del “non unto”. Siccome non si è mai visto, che che mente umana ricordi, un fritto non unto (è fritto nell’olio, cavolo!), arrendiamoci dunque davanti al fritto. Livella di tutti gli esseri umani, che un giorno saranno chiamati a rispnderne di fronte al giudizio universale di sua maestà il Fegato.

 

 

 

 

 

 

 

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