E quando vai in officina
occhio ai bulloni rotanti

Officina-Opel-Gm-Auto-GargiuloBei tempi quando si andava a ritirare la macchina dal meccanico. Si entrava nell’officina, ci si aggirava, i meccanici avevano questa caratteristica: non ti consideravano neanche di striscio. Continuavano a lavorare o a parlare fra di loro. Mai che ti dicevano: “Buongiorno, cosa desidera?”. Niente. Finchè tu non dicevi qualcosa, era come se fossi un fantasma. Poi, a domanda, rispondevano. Non mi risulta che uno sia mai morto o si sia fatto male in quei casi. O che sia stato colpito da un morsetto di ferro volate o da una portiera di una macchina. Non ricordo persone che hanno rischiato la vita entrando in un’officina per sentire se la sua macchina era pronta. Certo abbiamo evitato cacciaviti roteanti, teste di motore lanciate verso di noi, fiamme ossidriche che ci hanno inseguito per pomeriggi interi, ma, a parte quello, per il resto niente. Tutto tranquillo.

Allora. Nel quadro della irresitibile comicità di questa “era della sicurezza” entro in un officina per vedere se è pronta la mia vespina e il responsabile, con aria accorata e lo sguardo mesto, mi dice: “Io non posso tenerla qui sa…rischio una multa…è per la sicurezza”. E quindi, evitando bulloni che sibilavano accanto alla mia testa, morsetti che attaccavano le mie caviglie, macchine che crollavano da ponteggi sospesi, sono dovuto uscire. Non riuscivo a stare serio. “Ma se tengo il casco della moto in testa posso rientrare?”, ho chiesto, pensando che il casco (fra l’altro con visiera) mi avrebbe preservato da incidenti cruenti. Niente da fare. Non potevo. “Mi dispiace, c’è una nuova norma che…”. Eccetera.

Insomma non posso più andare autonomamente a fare due chiacchiere sul Bologna col mio meccanico, cosa che faccio da anni. Devo essere assistito dal personale autorizzato. Quindi uno che mi dice: “Vuol parlere di calcio col meccanico. Adesso la assisto, venga…”. Cosa fanno, mi mettono su una sedia a rotelle? Mi imbragano in una struttura da palombaro? Mi fanno parlare attraverso una parete, con un microfono? Mi danno un walkie-talkie e chiacchiero dal bagno?

Non sapevo che nell’officina meccanica ci fossero rischi così pesanti. Eppure sono sopravissuto. Eppure sono ancora qui. Pensate cosa ho rischiato in tanti anni. In pratica, in base a quella regola, io sono “personale non autorizzato”. Mi dispiace non essere informato sui rischi presenti nell’officina di Joffa, il mio amico meccanico, ai sensi dell’articolo 36 D.Lgs. 81/08. Però sono contento. Perché posso circolare liberamente all’interno delle aree sicure, delimitate da striscie giallo-nere. Da lì poi chiacchiero, ovviamente sul pianto greco del Bologna, col meccanico che è a quaranta metri. Devo alzare un po’ la voce, ma ce la facciamo.

 

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