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“Ecco il regalo, guarda che bello
lo puoi mettere con tutto…”

Usciamo dal vortice dei pacchi e pacchetti che ci ha risucchiato in una dimensione da delirio. Come al solito. A Natale. Usciamo da cene con i nervi a fior di pelle dentro e le faccine buone fuori. Come sempre. E poi i regali. C’è una caratteristica curiosa che riguarda i regali di abbigliamento. Si tende sempre di più (anche perchè sennò la fantasia da amebe che abbiamo non ci aiuta) a rifugiarsi in quel tipo di regalo, sapendo che al 90 per 100 si fa cosa gradita. Intanto compriamo e regaliamo una cosa che piace a noi, e qui già è il primo problema, cioè immaginarci la persona a cui abbiamo comprato l’indumento con addosso quella cosa lì. In pratica una proiezione nostra e personalissima. Poi, fateci caso, quando l’altro scarta il regalo, a parte il classico “lo puoi cambiare eh, se non va bene la taglia o non ti piace il colore” che viene detto da millenni, chi lo ha fatto dice come va messo. “Ecco, quello sta bene col blu, col verde, ma sta bene un po’ con tutto”. Di solito i regali che facciamo “stanno bene con tutto”, che invece è una minchiata enorme. Non è vero. “Lo puoi mettere in casa ma anche fuori, lo puoi mettere con dei jeans o anche con la gonna…”. Ma chi l’ha detto? Me lo lasci mettere come pare a me? Posso fare un accozzaglia di colori perchè mi tira così, sposando il nero col marrone  o il beige con il giallo per favore? Mi va così. Il fatto è che quelli che fanno il regalo ripetono quasi sempre quello che gli ha detto il commesso o la commessa in negozio. Che vogliono vendere e non gliene frega niente se dopo tu fai schifo. E allora ti dice che una cosa sta bene con tutto e che la puoi portare sul ghiacciaio del Cervino o alle Maldive. La frase sintetica è: “E poi va su tutto”. Che è una balla infinita. Non va su tutto. Comunque la frase viene ripresa in casa allo scarto dei pacchi. Seguono, e parliamo di questi giorni, tutte le prove davanti allo specchio della gente che ha avuto in dono un capo d’abbigliamento e sta lì a controllare febbrilmente se è vero che va su tutto. Salvo poi chiedere alle persone vicine conferma. La risposta è quasi sempre: “Per me non ci sta”, che gela il richiedente. Aggiungendo: “Sembri una botte”, o “Ti fa difetto dietro” o “Sembri una da viali”. Comunque ne siamo usciti. Adesso siamo nel vortice di cosa fare il 31. Con addosso qualcosa, regalata a Natale, che ha detto che “va su tutto”.   

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