Ecco a voi la tribù del “Siamo sempre andati lì”

Ci sono diverse motivazioni per cui si va in un posto, che sia per mangiare o che sia per vacanza. Il bolognese ne ha una che le batte tutte e che usa da millenni con una costanza e una puntualità implacabili. E’ quella del “Siamo sempre andati lì”. Una ragione che abbatte qualsiasi elemento negativo, la scusante delle scusanti, indistruttibile e inesorabile. La domanda di solito è: “Ma come mai andate in quella pensione?” (dove il sottotitolo è: “adesso che fa schifo, che cade a pezzi e dove si mangia male?”). La risposta è, allargando le braccia come un destino ineluttabile, come una decisione cosmica, con le sopracciglia alzate e l’aria di rassegnazione di fronte a qualcosa di più grande, di invincibile: “Cosa vuoi mai…siamo sempre andati lì…”. Può crollarti in testa il tetto di un albergo, possono spuntare scarafaggi da sotto i letti, si può magiare lo spaghetto sfatto e colloso ma se siamo sempre andati lì non c’è pezza. Per far cambiare al bolognese un posto dove è “sempre andato” ci vuole un effetto deflagrante: il posto è stato bombardato da un drone che ha perso la rotta e quindi è crollato, o ha cambiato nome, gestione, arredamento, camerieri e tutto (ma anche in questo caso si rischia perché…”ma sì va è lo stesso, tanto siamo sempre andati lì)”. Il concetto vale molto per le vacanze. Si sono viste famiglie andare da ventanni in una spiaggia dell’adriatico che è stata pian piano mangiata dal mare e adesso vanno ancora a mettere giù i teli in un metro di arenile perché sono sempre andati lì. In più la pensione è fuori servizio da due o tre anni, è disabitata ma loro ogni anno il primo luglio sono lì, fra le macerie perché tanto ci sono sempre andati. Ci sono anche località che negli anni 70 erano floride e scoppiettantti di vitalità e adesso sono alla deriva completa ma chi ci è sempre andato ci continua ad andare. Il bolognese è così. Ha bisogno di ripetitività, di sentire sempre la stessa battuta, di vedere le stesse facce, di fare la stessa strada (nello specifico gli Stradelli Guelfi). Si sente rincuorato, protetto, al sicuro da sorprese. Cambiare potrebbe portare gravi cataclismi. Come per esempio in pizzeria o al ristorante. Basta che un paio di volte siano gradevoli e dopo è fatta, non ci si schioda più. “Siam (senza la o mi raccomando), sempre andati lì!”. Quindi si viene riconosciuti, chiamati per nome, tu stesso chiami per nome il cameriere. Le donne amano tantissimo quel tipo di confidenza e si fanno il viaggio che quel Luciano, o Gianni o Beppe, sia lì per loro, e conceda vantaggi che non dà a nessuno, faccia occhietti che non fa a nessuno, butti l’occhio oltre reggiseni di nessun altra. Qualche cameriere a volte “riscuote” dal “siam sempre andati lì” che allora diventa “mi son sempre trovata bene con quello lì”. ma detto solo alle amiche.
C’è gente a Bologna insomma che ha visto nella vita solo una località. Tipo Viserba. O Jesolo. Perché c’andavano da piccoli col babbo (il quale a sua volta c’andava da piccolo col nonno) e adesso ci vanno da grandi coi figli. I quali figli però prima o poi fanno una cosa: si rompono i marroni e vanno a Stromboli. E il cerchio si spezza. Oppure ricomincia da lì, se iniziano anche loro la stessa solfa dei genitori.

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