Non fatevi sviare dalla parola poesia: si ride molto

Erano gli anni del Gran Pavese Varietà di via del Pratello. 1982. Fra i tanti protagonisti, Patrizio Roversi, Syusy Blady, i Gemelli Ruggeri, Vito eccetera, c’era anche uno strano e imperturbabile poeta, Bruno di Bernardo. Le sue poesie demenziali erano all’avanguardia e attirarono l’attenzione di Umberto Eco e di Omar Calabrese. Quest’ultimo fece addirittura un servizio dedicato a lui su Panorama e Di Bernardo fu invitato a reading importanti del genere. Poi abbandonò la poesia e fece altri lavori, come il road manager, per Bibi Ballandi, di Alba Parietti, di Heather Parisi, di Clarissa Burt. Oggi dirige due giornalini sugli eventi dell’appennino bolognese e della valle del Savena.

Giorgio Comaschi, a distanza di anni, recupera le poesie di Di Bernardo e le ripropone sulla scena in “Le Bovin Maudìt (il bovino maledetto)”, un reading semiserio al Teatro San Salvatore di via Volto Santo 1, sabato 7 e venerdì 13 dicembre alle ore 21,30. Il senso del termine semiserio è facile da comprendere se si scorrono i titoli di alcune composizioni: “Vomitati nell’oblio”, “Salumiere”, “Piselli negri ai lidi ferraresi”, “Raspone”, “la Suinomachia”, “Delirio dell’idraulico”, “Senso di vuoto nella vita di un rappresentante di confezioni”, “Sega”. La lettura a leggìo di Comaschi, rigorosa ai limiti del surreale, sarà contrappuntata dagli interventi di Rosita Ippolito alla viola da gamba. Si prenota al 3343440177 o all’indirizzo email: teatrosansalvatore@libero.it. Nelle foto Bruno Di Bernardo e Rosita Ippolito

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