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Eppure si può far tutto
allora di cosa ti lamenti?

Non si capisce perché la gente si lamenti. Si può far tutto. Vuoi andare al bar? Facile. Fai due tamponcini al volo prima di uscire di casa, poi ti metti la mascherina, ti provi la febbre all’entrata del bar, la riprovi appena dentro, poi ti accerti che ci siano solo due persone, sennò aspetti (magari intanto ti sanifichi le mani con l’amuchina che hai sempre in tasca). Facile. Poi entri, scegli la pasta da prendere, la comunichi a gesti, tramite l’alfabeto dei non udenti (sennò potresti mandare un droplet al barista, che poi ti chiederebbe: ‘cos’è questo droplet che mi ha mandato?’ Senza sapere ovviamente cosa vuol dire droplet, né tu né lui). Lì bisogna imparare nelle conferenze di Conte dove c’è quella signorina nel riquadro che fa gesti apparentemente incomprensibili con le mani ma che sono un linguaggio semplicissimo. Non puoi toccare la brioche? Bè?. Che importa? Te la passa il barista ma non toccandola, bensì tenendola sollevata nell’aria con una specie di piccola impalcatura che il governo ha dato in dotazione (detraibile). A quel punto potresti  toccare la pasta ma è consigliabile mangiarla così, mentre è sospesa, levandoti la mascherina per un tempo non superiore ai dieci secondi. Se ti ingozzi (come succedeva nella celebre scommessa del Buondì Motta da mangiare in sette passi) hai perso. E salti un giro. Non ti resta che il caffè. Semplice. Lo puoi bere se la miscela è prodotta entro i confini regionali. Sennò dal primo giugno. A questo punto devi uscire. Pare ci sia un virus-detector che se hai il virus suona, allora quattro camerieri in cassa integrazione ma in sicurezza, te lo cercano dappertutto. Sennò ti lavi solo le mani e via. Sì, si può far tutto. Anche al ristorante. Basta che prenoti, così sanno che vieni e possono chiedere i tuoi dati alla Sylicon Valley. Se sei negativo lo sanno. Tutto semplice. Mangi in un tavolino piccolissimo dove ci sei solo te e se c’è qualcuno con te viene sparpagliato per la sala. in altri tavolini da uno, per mescolare le carte e confondere il virus. Il cameriere praticamente è uno normale ma irriconoscibile, con la maschera e i guanti, e se estrae una pistola devi nutrire qualche sospetto. Sennò ordini. Cioè, pensi all’ordine che viene automaticamente scannerizzato da un sensore semplicissimo che manda l’ordine in cucina. Obbligatorio che quando arrivano i piatti non ti venga l’acquolina in bocca perché può trasformarsi in droplet contagiosissimi. Se chiedi cosa sono i droplet non potrai più andare al ristorante per tre mesi, nel corso dei quali sei iscritto di diritto a un corso di inglese. Paga Conte, di tasca sua (ma tasche sanificate, s’intende). Tutto qua. Facile no?   

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