Si mangia felici la torta sputacchiata

Scena tipica. Ristorante del centro, la gente sta mangiando, soliti riti, solito deambulare di camerieri, chi va fuori a fumare, le donne che vanno in bagno a coppie (cosa ritenuta da sempre misteriosa, mai visti infatti due uomini che vanno in bagno assieme). A un certo punto va via la luce, spuntano dalle ante della cucina, aperta con la punta del piede, due camerieri con una torta ricolma di candeline accese che viene depositata su un tavolo ben preciso.
Ormai lo spegnersi delle luci fa sempre compleanno e infatti una volta, in un ristorante, e` andata via la luce per un guasto e tutti i clienti hanno intonato immediatamente “tanti auguri a te” a vanvera. A questo punto si consuma un rito discutibile: il festeggiato, dopo aver finto meraviglia (ma lo sapeva benissimo) e dopo l’applausino conseguente alla canzoncina, viene chiamato a spegnere le candeline. C`e` la mania di mettere sulle torte tante candeline quanti sono gli anni di colui che li compie cosicche` chi ha 49 anni dovra` spegnere 49 candeline. Il perche` il rito sia discutibile e` presto detto: l’uomo, o la donna che sia, per spegnere con un solo soffio le candeline, sputera` inevitabilmente e inesorabilmente mille lapilli di saliva sulla torta che dopo gli altri mangeranno. Spesso sono sequenze di sputi nel senso che non sempre con la prima soffiata il festeggiato riesce a spegnere tutte le candele e si affannera` con altri due o tre tentativi nei quali la salivazione sara` naturalmente aumentata. Ci sono poi i buontemponi che mettono le candele-scherzo, quelle che non si spengono e quindi le soffiate si moltiplicano diventando rabbiose. Fra schizzi e guance che si gonfiano e si rigonfiano, il protagonista della festa avra` finalmente avuto ragione delle candele che emetteranno la classica scia di fumo. L’applauso esplodera` fragoroso fra evviva e urla. La gente in pratica e` entusiasta del fatto che tra poco potra` mangiare la torta sputacchiata, piena di bacilli, infestata di microbi di uno che magari si conosce anche poco. Tutti sono li in piedi col piattino in mano nell’attesa della fetta. “A me poca…noo, cosi` e` troppa! A me meno!”. Ma tanto il destino e` uguale per tutti. O molta o poca la torta e` sputacchiata. Poi ci saranno i soliti commenti. “Buona pero`!”. Quel pero` a sottolineare che evidentemente il 90 per cento delle torte fa schifo ma quella invece…“pero`”. Nessuno a quel punto si ricordera` piu` delle soffiate disperate di poco prima. Nessuno rivedra` piu` nella memoria quella nuvola, in controluce che andava a depositarsi su bigne`, svolazzi di zucchero e riccioli di cioccolato. Tutti felici.  Si festeggia. Col “Sant’honore` al lumino”, col “Profiterol allo scaraccio”, con la “Sacher alla scatarrona”. E magari la stessa signora distinta che ha organizzato la festa, il giorno dopo, farà causa a un tale che in autobus ha sternutito a due metri e mezzo da lei senza mettersi la mano davanti. Se il denunciato le farà presente che magari il giorno prima ha mangiato una torta sputacchiata lei sverrà. In caso contrario si vedranno regolarmente in tribunale.

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