Felpe introvabili con le nuove donne delle pulizie

C’è una battuta del maestrone Francesco Guccini che lancia il sasso sul tema. Una sera a tavola,  parlando del più e del meno, fa: “La mia nuova donna delle pulizie fa solo una cosa, arriva alla mattina, mi sposta le ciabatte in maniera geniale in modo che io non le possa mai più trovare, poi va via. Credo non faccia nient’altro ”. Fa ridere. Ma fino a un certo punto. D’estate va in onda una commedia dai lati sinistri che si intitola: “Le sostitute delle donne delle pulizie”. Al termine della suddetta commedia uno può ritrovarsi senza niente, in uno stato confusionale senza ritorno. La “donna” titolare, si sa, conosce tutti i vostri usi e costumi, i vostri segreti, le vostre abitudini. Moldave, russie, ucraine, filippine imparano in fretta e diventano depositarie del vostro quotidiano. Ma vanno in vacanza e allora scatta l’operazione sostituta: “Ho un’amica brava, viene lei per un mese”. Gli uomini sotto sotto sperano spunti la famosa “super berta” che sconvolga l’estate e li avvolga in un turbine di desideri sfrenati. Spesso invece si presenta una Tatiana o una Galina che presenta tratti somatici più vicini a Maurizio Costanzo che alla Herzigova. Pazienza. La malcapitata, dopo aver avuto le consegne e aver detto: “Tutto a posto, ho capito”, comincerà il lavoro. Se una famiglia è composta da due genitori e da due figli adolescenti, ma già di stazza e misure simili a quella dei genitori, inizierà una catastrofica partita a scacchi con le vostre cose e i vostri vestiti le cui mosse sono imprevedibili e che vi daranno “matto” in diverse riprese. Dove matto non è la mossa finale degli scacchi ma lo stato della vittima. Gli armadi e i cassetti si apriranno su panorami ignoti. Felpe mai viste, camicie sconosciute, pantaloni di cui si ignorava l’esistenza. La sostituta le tenterà tutte per azzeccare le mosse ma è inevitabile che non distinguerà più il calzino di un padre o di un figlio o una T-shirt di una figlia e di una madre. Pile di mutande giaceranno sul tavolo della sala e quando qualcuno spunterai da una porta lei chiederà: “Dove vanno queste?”. Ma nemmeno tu lo sai e comincerai ad esaminare i capi con curiosità. E diventerà l’estate della ricerca della ciabatta perduta (trovata poi in uno sgabuzzino dove non entri da cinque anni), dello smarrimento degli occhiali da sole (quelli che son sempre stati lì, porc…ma adesso dove soonooo!”), dell’affannoso guardare nell’armadio delle scarpe e chiedersi come mai ci sono degli scarponi da sci, del dilemma su dove sono finiti i fazzoletti da naso. Poi cavatappi, forbici, creme, tubetti, dentifrici, spazzolini…tutte cose che son sempre state lì e che sono svanite. La sostituta chiamata a rispondere sul dove sono le cose sgranerà quei sorrisi venati da un velo di malinconia da lontani Urali. A volte serve addirittura la telefonata alla titolare in Russia. “Irina…sa mica dove sono i costumi da mare?” e la telefonata, difficoltosissima perché le donne dell’est funzionano nei dialoghi molto bene dal vivo mentre al telefono non capiscono niente, costerà come cinque costumi da mare. Comunque l’estate sta finendo. Irina torna lunedì. Aspettiamo lei e chiediamole dove sono quelle stramaledette infradito gialle. E si scoprirà poi che le aveva lei.

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