Operazione riuscita: a Bologna c’è l’Apocalisse

103258630-48a92b29-e76a-4bac-b737-683f0c0293ae“Pronto, pronto, Obiettivo Apocalisse raggiunto, Obiettivo Apocalisse raggiunto, passo e chiudo”. Ci siamo, adesso possiamo dirlo. Se prima si potevano nutrire piccoli dubbi, se ancora non si era sicuri, se c’erano ancora margini di indecisioni, adesso no, adesso è fatta: Bologna è finalmente paralizzata. E quindi neutralizzata. Ingorghi, code infinite di autobus sulle strade del centro, sciami di biciclette impazzite contromano, motociclisti zigzaganti a vanvera senza sapere più dove andare, come nugoli impazziti di api, semafori che durano delle mezze ore, macchine parcheggiate a organo intimo di cane. Ma anche di notte. L’altra sera sul viale di Porta San Donato una coda da ora di punta di Manhattan. Un trionfo. Urla di giubilo per l’obiettivo raggiunto, braccia al cielo, gente che si abbraccia, come i tecnici della Nasa allo sbarco sulla Luna. Il meccanismo è scattato perfettamente. Oggi si contano più lavori in corso che case, anche sulle strade in collina si incontrano betoniere e camion grondanti di ghiaia che bloccano il passaggio. Il famoso rosso bolognese non è più quello dei tetti ma quello delle reti rosse di plastica traforata che incartano case e palazzi e che delimitano zone dove regnano martelli pneumatici, trattorini, scavatrici, pile di tubi di plastica nera. Autotreni snodati e articolati intanto, spuntano da stradine interne a via Santo Stefano e si incagliano nella curva per l’impossibilità di manovra e dietro il fiume di macchine, non suonanti sia chiaro, ma tranquille, che aspettano, dentro c’è gente pacata, rassegnata, con lo sguardo perso nel vuoto. Ce l’abbiamo fatta. I complicatori hanno vinto, adesso è veramente complicato. Tutto. E’ stata costruita, ma ovviamente deve essere ancora finita, la tangenziale delle bici, quella che corre sull’anello in mezzo ai viali? Risultato: non c’è una bici. E così, i velocipedi, volutamente tenuti lontano dai viali, intasano e formicolano sotto i portici e su e giù dai marciapiedi del centro. Nel frattempo è stato centrato un altro obiettivo importante: la marea di turisti che sta venendo a Bologna per effetto dell’Expo, gente venuta da tutto il mondo, può vedere il più grande cantiere di sempre nel centro storico della città messo in piedi e spianato con perfetta scelta di tempo. Non prima, non dopo, ma adesso, e lì sta l’abilità, mica storie. Poi: la Torre della Garisenda è appena stata restaurata? Benissimo. La si può ammirare da in fondo a via Ugo Bassi. Sennò, per chi è là, facendo un comodo giro fino a Porta San Vitale con le due ore di coda annesse.image

I turisti felici vedono Bologna e sicuramente torneranno o diranno a parenti ed amici: “Andate a Bologna, è fantastica! C’è il cantierone! Ci sono i viali intasati! Ci sono i semafori eterni. E ci sono code di autobus che non ne avete un’idea!”. Ecco perche l’Operazione Apocalisse sta riuscendo, anzi, è riuscita. Ormai ci sono solo pochi dettagli. Qualche ciclabile in più creata saggiamente come in via Lame fra il portico e le macchine, così che le auto quando aprono la portiera possono centrare con garrula felicità qualche ciclista che viaggia fischiettando, ed è fatta. La cosa più bella è questa. Ed è autentica, non inventata. La scorsa settimana c’era un signore in via Santo Stefano, non un vecchietto né un pensionato, un signore anziano e molto distinto. Parlava di questo argomento e dei no del Comune a mettere fuori una panchina da una gelateria, ha detto: “Sa cosa? (pausa lunga) Vogliano che tu vada alla Coop!”. E poi ha aggiunto: “E alla sera che tu stia in casa a vedere Santoro. Basta”. Questa è la sua verità. Che è divertente condividere.

21 Responses to Operazione riuscita: a Bologna c’è l’Apocalisse

  1. giovanna zacchi Rispondi

    23 maggio 2015 at 16:20

    Sig. Comaschi, come sempre ha centrato il problema e ha descritto la situazione in modo che sembra di vederla! Ho appena finito, girando sul marciapiede, di evitare garruli (come Lei usa dire) ciclisti che ormai non fanno nemmeno più finta di pedalare in strada.. tanto nessuno dice niente e m’arrabbio solo io…. I bolognesi hanno tanta pazienza, troppa! Se Lei fa un giro al parco Marinai d’Italia in via Gagarin, vedrà ai lati di questa stradona le immancabili ed eterne reti arancioni dei lavori in corso, lavori finiti da mesi però le reti ci sono ancora. E sa perchè ci sono ancora?? Perchè le due panchine che sono state fatte “devono essere collaudate”. Collaudare delle panchine? Ma se vogliono mi ci siedo io e le collaudo col mio dolce peso! All’Expo non hanno fatto i collaudi dei padiglioni e si sono contentati delle autocertificazioni delle ditte costruttrici. E noi aspettiamo 6 mesi per collaudare due panchine? Intanto dentro alle reti arancioni c’è di tutto, bottiglie, lattine, cartoni da pizza, ecc ecc. Rusco chiama rusco diceva mio nonno. Scusi lo sfogo di una bolognese che vede Bologna allo sbando totale, in tutti i campi. La saluto e Le faccio tanti complimenti!

  2. Alessandro Ventura Rispondi

    24 maggio 2015 at 11:41

    Si, una volta, i genii di questo capolavoro si sarebbero mandati da “Ghitoni” oggi si votano, semafori temporalizzati da signori del tempo modello Dr.Who, code ovunque, se prendi la linea 11 ga via gobetti a via fondazza fai prima ad andare a Porretta in treno, io lavoro in un cinema di via Fondazza, sotto i portici gente in bici che se gli dici qualcosa ti mandano anche a spendere, insomma un tripudio e gioiello della zona …..via Fondazza che al sabato e alla domenica diventa…..doppio senso, rob da mat, sotto il cartello Bologna dovrebbero mettere la scritta “Lasciate ogni speranza a voi che entrate” un saluto e forza Bulagna….dai pur.

  3. Il semaforo di Piazza Cavour Rispondi

    24 maggio 2015 at 12:55

    Ciao Giorgio,
    sono il tuo odiatissimo semaforo di piazza Cavour, esatto proprio lui, quello che non è mai verde.
    Smetti di fare polemica “tot al dè” e trovati un lavoro vero!

    Grazie!

    Un abbraccio dal semaforo di Piazza Cavour.

    • L'incrocio di via degli Orti con via Murri Rispondi

      24 maggio 2015 at 13:07

      Caro Semaforo,
      il tuo commento è davvero fine a sé stesso.

      Perchè non puoi fare come ho fatto io? Un po’ di sana polemica e tutti i problemi si risolvono da soli!
      All’inizio non ci credevo, ma cominciare è stato facile e ad un certo punto, come per magia, il problema del traffico al mio incrocio è sparito del tutto!
      Provare per credere caro mio.

      Cordiali saluti,
      L’incrocio di via degli Orti con via Murri.

  4. Il semaforo di Piazza Cavour Rispondi

    24 maggio 2015 at 13:11

    Caro Giorgio,
    sono io, il tuo odiatissimo semaforo di piazza Cavour, esatto proprio io, quello che non è mai verde.

    Mi odi così tanto che mi cancelli i commenti?

    Comunque ripeto… Perchè invece di fare polemica “tot al dè” non ti trovi un lavoro vero?

    Un abbraccio dal semaforo di Piazza Cavour!

  5. Filippo Rispondi

    24 maggio 2015 at 14:29

    …e io che pensavo di sfuggire ai cavalieri della complicazione rifugiandomi nella periferia di via Toscana… che illuso … anche qui hanno colpito con i loro rulli di vernice per segnalare svincoli, stringere corsie, creare parcheggi e… letteralmente paralizzare la circolazione. Da Rastignano direzione Centro ore 8? coda. Ore 9? coda. Ore 12? coda… e così via week end compresi!. Unico vantaggio? Ora via Toscana alta la si può attraversare tranquillamente a piedi, in qualsiasi punto fra una nube di gas di scarico e gli sguardi sconfitti degli automobilisti.

  6. Emanuele Rispondi

    24 maggio 2015 at 14:52

    Al prossimo giro, mi raccomando (ribadisco: mi raccomando), votare PD.

    [Basta Merola, basta Colombo, basta con il partito della Coop… Soccia!]

  7. Daniele Lolli Rispondi

    24 maggio 2015 at 17:03

    Aggiungerei la nuova moda di fare i semafori che anziché il solito ciclo rosso arancio verde, seguono il demenziale rosso arancio arancio lampeggiante;col risultato che pensi che il semaforo sia spento (arancio lampeggiante) e te lo ritrovi rosso rischiando di stirare un povero pedone che si tuffa in mezzo alla strada perché sa che il suo verde è così breve che anche Ben Johnson farebbe fatica ad attraversare la strada prima che torni rosso.

  8. giovanna gatta Rispondi

    24 maggio 2015 at 22:32

    D’accordo su quanto scrive Comaschi. Sia per la chiusura di Strada Maggiore sia per questo cantierone mi chiedo perché non si siano terminati i lavori pezzo per pezzo.Fino a qualche giorno fa l’ultimo tratto di via ugo Bassi era aperto un bel giorno, senza aprire qualche altro pezzo terminato, si è chiuso anche quello. Mi sembra esagerato il blocco del centro che con questo modo di provedere si sta attuando!

  9. Luca Fumagalli Rispondi

    24 maggio 2015 at 22:38

    D’accordo sulle problematiche legate alla buona o cattiva amministrazione di Bologna. Ma cosa ne dite dei comportamenti di noi cittadini?
    In una viabilità difficile come quella del centro non c’è un ciclista che pedali dove deve: chi contromano, chi sulle strisce, chi sotto i portici….
    I semafori non li considera nessuno. Nemmeno i pedoni, che hanno anche la prerogativa, nella città dei portici, di riuscire a passeggiare in mezzo alla strada.
    Non che i guidatori di motorini siano meglio: sorpassare a destra pare che sia la specialità, più ancora dei tortellini. Gli automobilisti, la loro indisciplina la pagano cara:
    sono gli unici a sovvenzionare le casse del Comune. Le altre categorie citate, per i vigili, sono categorie protette, assolutamente intoccabili.
    Non sarebbe ora di fare qualche multa anche a loro?

  10. Cristiana Rispondi

    25 maggio 2015 at 08:16

    Bella fotografia della tragicomica situazione della nostra città .
    Una riflessione ma se Bologna fosse una azienda ( in realtà lo e io sono un socio ). I dirigenti non dovrebbero fare un piano triennale per illustrare ai soci come vogliono raggiungere gli obiettivi ? Se l’ obiettivo era il blocco totale nell’anno dell’expo io socio e quindi proprietario di una infinitesima quota non ne ero informata!!! In realtà non basta non votarli devono pagare economicamente lo scempio che hanno creato !!! Quando ero piccola pensavo che il mestiere più difficile era il Politico per tutto il suo mandato doveva pensare al bene della sua città ..,, ora sono grande e penso che il mestiere più facile e’ quello del politico per tutto il mandato pensa a se e a fare un po di casino per la sua città … Che armi ho come socio ???

  11. Camilla Rispondi

    25 maggio 2015 at 08:21

    Non si possono fare frittate senza rompere delle uova. Il lamento corre e qualcuno si sarebbe lamentato se i lavori venivano fatti a pezzi come ci si lamenta perché vengono fatti tutti insieme, ma secondo voi se i lavori si potevano evitare la giunta li avrebbe fatti? Il bolognese ormai antropologicamente modificato si lamenta vuole avere solo diritti e nessun dovere, buona giornata

  12. Daniele Rispondi

    25 maggio 2015 at 15:41

    Molto vero, Giorgio. Però la tangenziale delle biciclette è una figata. Da quando c’è la uso tutti i giorni, mi sento molto più sicuro e faccio molto prima. Speriamo che la completino presto. 🙂

  13. Andrea Gallignani Rispondi

    25 maggio 2015 at 17:39

    Continuate pure a votare PCI-PDS-DS-PD. é dai tempi di Zangheri, prima ero troppo piccolo per ricordare, che fate danni alla vostra (una volta anche mia) città. Chi è causa del su mal..

  14. Angelo Rispondi

    25 maggio 2015 at 18:18

    Trovo sterile e privo di utilità questo articolo, non porta alcun tipo di soluzione alla città, ma al contrario fomenta ed ingigantisce un malcontento che normalmente avviene quando c’è un cantiere stradale che comporta un cambiamento alle abitudini in un percorso programmato di qualsivoglia pedone, ciclomotore o autoveicolo.
    Mi hanno insegnato che quando si scrive oltre a riportare ciò che non va, bisognerebbe anche proporre delle soluzioni altrimenti ciò che si legge inasprisce inutilmente gli animi di chi è già infastidito da tale disagio.
    Credo che i lavori siano necessari, ed anche i relativi cantieri, dal canto mio sono contento che il comune abbia trovato i fondi e sia disposto a spenderli per il miglioramento della nostra città. Credo che la concomitanza di questi, tutti nel medesimo periodo non sia un’oscura cospirazione che miri solo a creare traffico.
    Ritengo che il fine sia nobile e che gestire una città non sia di certo facile e che probabilmente sia maturata la disponibilità economica per poterli fare nello stesso momento o che questi siano frutto di esigenze verificatesi nello stesso periodo. Tutto qui. Anche Milano è una città di cantieri eppur il turismo continua ad esserci, come ci saranno sempre gli “sciami” di biciclette sotto i portici, come ci sarà sempre chi parcheggia a “zigzag” ai lati delle strade.
    Questo non significa che mal comune è mezzo gaudio ma significa semplicemente una normale vita di città.

  15. Angelo Rispondi

    25 maggio 2015 at 19:53

    PS – Angelo è lo pseudonimo di T. F.

  16. alessandro Rispondi

    26 maggio 2015 at 08:26

    Quoto Angelo.
    L’articolo più inutile che abbia letto in vita mia.

    • giorgio.comaschi Rispondi

      26 maggio 2015 at 13:54

      Oooooh, finalmente uno che dice una cosa giusta

  17. Luisa Rispondi

    26 maggio 2015 at 23:19

    Vorrei sapere chi o cosa ci si guadagna dall’installazione dei semafori in via Toscana.

  18. Claudio Rispondi

    27 maggio 2015 at 00:42

    Fodatevi

    Ringraziate iddio che visiano cantieri e lavori in questa città…

    Conosco posti dove l’ultimo cantiere risale ai lavori di Italia ’90…

  19. daniele giorgetti Rispondi

    29 maggio 2015 at 22:50

    Articolo molto simpatico. L’ho letto assieme a mia moglie e le dirò che ci siamo divertiti. Abbiamo vissuto la stessa esperienza quando attendavamo il termine dei lavori in Strada Maggiore. Allestivamo le casette per Santa Lucia e pensavamo come superare lo sconforto. Poi abbiamo cominciato a lavorare, gli autobus a transitare, auto, biciclette, motorini … caos, tutto è tornato alla normalità.

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