Grotte e gesti “audaci”:
il duro rientro dalle ferie

rsz_grottaL’estate che volge lentamente al termine invita a una riflessione su tre argomenti molto importanti.

1) Quante Grotte Azzurre esistono nel mondo? La domanda è scottante e la risposta sembra risultare molto difficile. Noi all’inizio conoscevamo quella celebre di Capri, visitata e stravisitata dai turisti con i barchini. Poi pian piano, il fenomeno Grotta Azzurra è esploso al punto che, appena giri un angolo, c’è una Grotta Azzurra. In qualsiasi parte del mondo. Uno capita, che ne so, a Ibiza e a Ibiza c’è una grotta azzurra. Va alle Eolie e c’è una grotta azzurra. A Ustica c’è una grotta azzurra. A Minerbio c’è probabilmente una grotta azzurra. E puntualmente viene visitata con quel senso di esclusività, come se ci fosse solo quella. Quante sono le grotte azzurre? Qualcuno le censisca e dia una risposta definitiva. Poi perché è sempre solo azzurra? Viene il sospetto che sia per l’acqua, ma non si sa se sia così veramente. Certo, ancora non si è vista una grotta beige, per dire. Ma prima o poi la troveranno.

2) E’ stata l’estate della crescita di un fenomeno inquietante chiamato: “La ravanata di pacco”. Il termine si presta a varie interpretazioni, ma trattasi di quel movimento manuale che gli uomini, dotati di braghini corti o costumi da bagno a boxer che dir si voglia, compiono per sistemare gli organi intimi perché prendano una direzione precisa. Che non rimangano fluttuanti insomma, in una zona incerta del suddetto boxer. Molte donne ci hanno segnalato che quest’anno hanno assistito a più sistemate di “pacco” di quanto visto negli anni passati. C’è da crederci, in quanto le donne sono finissime osservatrici in questa materia. Per esempio pare che un’alta percentuale di uomini poi, come gesto istintivo, annusi subito dopo, furtivamente, la mano autrice del movimento. Il gesto, da parte degli uomini, è stato registrato con maggior frequenza: alla discesa da una macchina dopo aver parcheggiato, sul lettino da mare al risveglio dopo un pisolino, dopo aver segnato un punto a beach volley, entro e non oltre il quinto minuto di quasiasi chiacchiera con gli amici sulla battigia, davanti al bar, sul dondolo delle pensioni, in sala corse, aspettando la moglie fra una corsia e l’altra alla Coop e aspettando l’autobus. Un fenomeno in crescita comunque. La “ravanata” risulta più istintiva e facile, è stato osservato da chi studia la materia, per effetto della corrente d’aria che i braghini corti e i costumi di dimensione larga, lasciano filtrare all’interno del chiamiamolo così “abitacolo intimo”. Risulterebbe necessario ogni colta insomma uno spostamento, qualora la circolazione dell’aria risulti bloccata a causa di improvvisi cambiamenti di volume dei materiali.

3) In questi giorni si sente dire disperatamente da chiunque sia seduto a una scrivania con davanti un computer e stia parlano al telefono, la frase: “Quest’anno il rientro è stato durissimo! Guarda, non ce la posso fare!”. Si vede che tornare dalle ferie è una situazione che coglie di sorpresa, come se non si sapesse che si deve tornare e che un conto è stare in spiaggia in un’isola greca e un conto seduti alla scrivania. Invece molti “non ce la possono fare”. Uomini e donne vivono un momento veramente difficile. Lavorano undici mesi e passa, vanno via venti giorni e quando tornano, non si sa se ce la fanno. I datori di lavoro sono sul chi vive, preoccupatissimi. Va là che ce la fate dai! Dai che non è poi così dura, dai, tenete duro! Se foste in vacanza undici mesi e faceste venti giorni di lavoro, al ritorno in vacanza, magari direste: “Quest’anno è durissima tornare in vacanza. Non ce la posso fare!”. Okay, forse no. Però non mollare, dai. E’ durissima, ma ce la puoi fare. Anche perché poi, anche se non ce la fai…dun vut andèr?

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