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I bambini al ristorante fino a tardi
una sciagura terrificante

In ogni ristorante o trattoria la scena si ripete puntuale. Giunge puntuale l’eco di un infante che sta piangendo in maniera disperata, il pianto non si interrompe e a un certo punto si vede qualcuno, o mamma o babbo, a volte sorella, che attraversa il ristorante con un fagotto in braccio dal quale continuano a uscire urla lancinanti. Nei ristoranti è un andirivieni di fagotti ululanti. Il fatto accade perchè si è deciso di portare di sera, a un’ora in cui dovrebbe già a dormire, il bambino piccolissimo in un posto che non sarebbe il suo, ma spesso, se si vuole uscire e non si dispone di babysitter o nonni compiacenti, bisogna portare il poverino al martirio. Il bimbo protesta ovviamente e non avendo possibilità di spiegarsi a parole si cala nel ruolo del torturato a morte, urlando il suo diniego al mondo (che è poi quello di persone che sono andate a mangiare per stare in relax, tranquille, conversare e stare bene insomma. Mentre il piccolo viene trasportato fuori in quanto fagotto a volte si quieta. Ma fuori si da il caso che ci sono 2 gradi e allora ricomincia a urlare perchè ha freddo. Di solito il babbo o la mamma, tenendo il fagotto con un braccio, con l’altra mano ne approfittano comunque per farsi una paglia. I genitori, o meglio quasi sempre uno dei due, non cena. O becchetta qualcosa qua e là perchè la sua occupazione sarà quella di uscire ed entrare col fagotto. Il pargolo piange perchè hafreddo e allora si rientra. Lui smette nel tragitto dalla porta al tavolo, poi siccome è intabarrato come un esquimese, si mette a piangere perchè ha un caldo boia. Allora il genitore lo riporta fuori (c’è un adirivieni di fagotti nei ristoranti specie nel fine settimana che fa impressione) e così il giorno dopo, a causa di escursioni termiche in cui si passa da Mombasa all’Alaska e ritorno, il bimbozzo ha 39 e mezzo. L’amndirivieni dei fagotti nei ristoranti viene anche alternato dall’andirivieni dei bambini che camminano già (a stento) e che si aggirano fra i tavoli di tutto il locale seguiti, con passo cammellato, dal genitore che controlla gli spigoli e le curve. Ci sono genitori che in una sera fanno dei chilometri e questo è un buon modo per fare una dieta con movimento perchè nel frattempo non mangiano. Di solito le operazioni suddette vengono eseguite in silenzio dai babbi e dalle mamme. Solo ogni tanto scoppietta un sommnesso “Mo socmel” o un “Dumaròn”. Ma tutto con molta eleganza.

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