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I professionisti del buffet in piedi
che vanno a mangiare gratis

“Inaugura una concessionaria Audi, alle 18, ci vediamo là”. Sembra una frase normale, fra due amici che si danno appuntamento per un evento. E invece no. E’ una frase che nasconde un fine recondito, che poi tanto recondito non è. La frase è pronunciata da un “buffettista”. I “buffettisti” sono quelli che vivono di buffet. E che quindi piombano, senza conoscere nessuno, in eventi che prevedono il buffet, per mangiare quatti quatti e venir via. Occhio, che è un mestiere altamente professionale. Il buffettista sa tutto, sa quando ci sono le inaugurazioni, le prime, le conferenze stampa, le feste di laurea. Ha un’agenda precisissima. Nessuno lo conosce, nessuno sa chi sia. Entra in scena nell’ombra, a luci spente, non si fa notare, si mischia alla massa e zac, si fa tre piani di un panettone salato, un piattino misto, assaggia la pasta, chiude col dolce. E intanto annaffia con vinelli di tutti i generi, compreso il brindisi finale. E’ il serial killer della tartina, è il giustiziere del tramezzino, è lo spazzolatore degli scodellini, è lo specialista della pizzetta (ha una capacità dettata dall’esperienza: ne può mangiare otto nello spazio di pochi secondi, senza che nessuno se ne accorga). Il suo stomaco è di ferro, lo ha allenato a suon di intingoli e piattini con sopra una massa di robe pesantissime che non digerirebbe neanche un bue. Lui sì. Il suo luogo preferito è la concessionaria d’auto quando inaugura o festeggia una ricorrenza. La concessionaria è perfetta perché si arriva nella massa, si sta fra fuori e dentro, si fa la gimcana fra le macchine facendo finta di guardarle. E’ il posto in fondo perfetto per non venire notati. Tutti si salutano, si presentano agli amici, tutti si guardano intorno ma vedono il buffettista. Non ha una faccia. E’ lì per mangiare. Vive di quello. Mangia e scambia anche due parole, ma nessuno saprà mai chi è. E poi c’è una rete. Si conoscono tutti e si danno le dritte. “Vai in Sala Farnese alle 18,30, c’è un buffet per una mostra”. Oppure: “C’è una laurea alle 15 nel tal bar di via Zamboni, ci vediamo là”. Nelle lauree il buffettista fa le congratulazioni alla laureanda dicendo che è un collega del prof. Lo dice bofonchiato, sottovoce, tanto poi, in quei casi, c’è sempre un prof, per forza. Il buffettista ha una casa col frigo vuoto. Mangia fuori, quasi tutti i giorni se è bravo. Oppure porta via delle cose avvolte in fazzoletti di carta e porta a casa. Nessuno  lo intercetterà mai.

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