I Suv “scossi” come i cavalli al Palio di Siena

Al mattino, diciamo nel tempo che intercorre all’incirca fra le 9,30 e le 13, si assiste ad un fenomeno in città che viene comunemente chiamato: “le ore dei Suv scossi ”. Come al Palio di Siena quando i cavalli restano senza fantino perché è caduto e continuano a correre all’impazzata senza senso (o quando quando sono imbizzarriti e vanno di qua e di là a vanvera per non entrare nei canapi) anche i Suv sono definiti “scossi”. Nel senso che sono senza controllo. Sono ore difficili queste per guidare. A bordo dei suddetti ci sono le mamme che sono andate o sono tornate dalla spesa o hanno accompagnato i bambini da qualche amichetto e solcano in lungo e in largo la città, dando l’impressione di guidare. Badate bene, non stanno telefonando. Quella ormai è una cosa vecchia. Stanno mandando messaggi. Mentre il “casermone” va, non quando è fermo ben inteso. Troppo facile mandare messaggi quando si è fermi e parcheggiati. L’effetto è lo stesso che se le signore fossero sedute dietro o nel sedile di fianco. Il Tir (ormai sono dei Tir non più dei Suv) ondeggia, sbanda, deambula, si ferma di scatto, riparte di scatto, caracolla appunto come un cavallo scosso. Il fenomeno dei Suv scossi sta interessando molto il corpo dei vigili urbani che sta studiando un’unità mobile denominata “Accalappia Suv” per catturarli. Il comandante Di Palma sta istruendo uomini pronti a tutto, insensibili al pericolo, agenti abituati anche a subire morsi e altrettanto sanguinosi insulti senza patire dolore. La prima mossa, almeno così trapela dalle indiscrezioni, per fermare i Suv scossi è quella di rendere inoffensivi e disattivati i telefonini che le signore suddette usano alla guida. I vigili avranno speciali macchinette con un raggio laser che, puntato contro il telefono, lo sbriciolerà. Il raggio laser è stato denominato “Uozàp”, ispirandolo alla celebre applicazione per messaggiare. Solo dopo aver disattivato il marchingegno si potrà pensare di poter fermare il mezzo. In caso contrario, resistendo al fuoco nemico, la signora continuerà a procedere e a digitare messaggi imperterrita. Non serve fermare prima il Suv. Bisogna fermare il telefonino. Anche perché talvolta si è tentato di bloccare il mezzo, distruggendolo intenzionalmente con un frontale. Niente. La signora ha continuato a “mezzaggiare” con WhatsApp sulla macchina disintegrata. Ed era anche visibilmente seccata per tutto quel polverone.
Ecco che con i Suv scossi l’andamento del traffico presenta diverse difficoltà per gli utenti della strada. In quell’ora è sconsigliato dalla Protezione Civile girare coi motorini o con le biciclette. Ognuno lo farà a proprio rischio e pericolo firmando una speciale liberatoria di autoresponsabilità.
Il fenomeno dei Suv scossi poi va a finire, verso l’una, in un imbuto naturale dove poi dovrebbero essere messi in riga nei canapi per la partenza: in via D’Azeglio subito dentro porta fino all’altezza del San Luigi. Alcuni Suv si impennano, nitriscono, sono molto nervosi, ma poi finalmente si assiepano ordinati nei canapi. E finalmente si parte. Per iniziare l’emozionante Palio dei Suv che conduce, dopo pirotecniche gimkane, a pranzo. L’ultima volta ha vinto la Pitonessa, una biondona vestita da fantino di una contrada fuori San Mamolo.

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