I tre scogli dei turisti che vengono a visitare Bologna

Bologna pullula di turisti e si fa bella. Alberghi e locali rinnovati si offrono ai visitatori con i loro nuovi confort ma occhio: il turista, o il visitatore saltuario, si trova di fronte a ostacoli che deve superare. Solo dopo averlo fatto può finalmente godere della città. Nel senso che se la deve meritare. Basta solo che un locale abbia rinnovato e di colpo alcune cose normali e semplicissime che un tempo permettevano di entrare in una stanza o di andare in bagno con grande tranquillità, diventano motivo di incubi. Gli scogli da superare per un turista sono fondamentalmente tre:
1 – Nei bagni dei locali, bar o ristoranti, si rimane al buio. Se non si fa in fretta ad espletare le proprie esigenze tac, la luce si spegne e si sprofonda nel buio totale. La cellula fotoelettrica ti ha “sentito” per un po’, ti ha inquadrato, ti ha seguito, gli sei piaciuto,
poi se ne è fottuta di te e ti ha piantato in asso. Mentre ti stavi lavando le mani o anche peggio, ma qui non stiamo a descrivere situazioni troppo scabrose. La gente non sa che il problema è restare fermi. Allora si impara a fare pipì muovendosi come in preda al ballo di San Vito, agitando le braccia, accennando macarene o passi di Zumba. Così la luce resta accesa. Si suggerisce ai gestori di mettere avvisi tipo: “Su le maniii, tutti insiemee!. O “Muoviti muoviti”, con la canzone di Jovanotti in sottofondo.
2 – Le docce. C’è gente che ha passato ore, in nudità totale, a capire come azionare la doccia di un albergo nuovo. Una volta c’erano due rubinetti, uno per l’acqua calda e uno per la fredda e la miscelazione era semplice. Adesso ci sono delle centrali nucleari. La doccia sembra il quadro comando di un aereo. Otto rubinetti, in alto in basso e di fianco e una rotellona da cassaforte. O un’insulsa levetta di ferro. Un turista su cinque fa la doccia. Uno su cento riesce a miscelare l’acqua. Gli altri gliela danno su. Ma spesso, proprio quando gliela danno su, viene fuori un getto a 150 gradi o a meno 30. In tutti e due i casi dalla doccia proviene un urlo agghiacciante. Che provoca ilarità agli altri, mogli o colleghi di camera.
3 – Le chiavi delle stanze. Non esistono più chiavi. L’entrare in una stanza d’albergo oggi è diventato un problema molto serio. Al bureau ti danno una tessera e ti dicono che è facilissimo. Ma perché allora i corridoi degli hotel sono pieni di gente che sta agitando la tessera davanti a una porta, cercando di infilarla, di strisciarla, di puntarla contro qualcosa? I colleghi di sventura si lanciano occhiate complici e tornano a lambiccare. Niente. Si sentono madonne in tedesco, in inglese, in turco, dipende che fiera c’è. Si sono visti colleghi litigare, coppie maturare la decisione di divorziare. Il fatto che la carta sia smagnetizzata è una scusa. Un alibi. La carta va benissimo ma il marchingegno che la fa andare è studiato da specialisti di altissimo livello in grado di produrre chiavi all’apparenza inutilizzabili. Uno scherzetto per vedere se sei attento, se sei al passo coi tempi. Addio agli alberghi che hanno la chiave delle stanze, docce con solo due rubinetti e bagni dove la luce si accende con l’interruttore. Roba vecchia. Troppo semplice. Ma per fortuna noi li freghiamo. Perchè noi siamo all’avanguardia. To mò.

One Response to I tre scogli dei turisti che vengono a visitare Bologna

  1. franco Lanzarini Rispondi

    5 maggio 2013 at 12:05

    Acuto e divertente

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