Il menu` esotico, dai che ridere!

Sono ventanni che ci sono ristoranti indiani e cinesi ma il bolognese quando va a mangiare esotico prova un’eccitazione misteriosa. Di solito sono cene di colleghi, cene di ufficio. Allora la scena e` questa: le donne ridono gia` in partenza, piu` che ridere mandano gridolini acuti e non si capisce perche`. L’uomo invece mette su l’aria del grande cacciatore bianco che non ha paura. Fende la radura infida e si siede a tavola con l’aria impavida. Prendiamo il caso del ristorante indiano. “Eeeeh, daaai, andiamo dall’indiano!”. L’idea di solito viene accolta con un entusiasmo sinceramente esagerato. Poi si arriva, ci si siede (intanto si avverte gia` il classico odore di salvietta da barbiere scambiato per misteriosi afrori orientali) e arrivano i menu` che sono quasi sempre libroni pazzeschi, a volte anche un po’ unti. Da certe nicchie nel frattempo c’e` una divinita` a tre o quattro teste e sedici mani che ti guarda o a volte ti fa una linguaccia fissa. C’e` sempre nel gruppo  uno dei commensali che se ne intende perche` c’e` gia` stato. Gli altri aprono il menu` e dicono: “No, io non ci capisco una minchia, fai te dai…pero` non piccante eh!”. L’eccitazione e i gridolini crescono. L’esperto fa lo sborone e chiede: “Preferite mangiare tandoori, byriani o mughlay?”. Gli altri si guardano i faccia come naufraghi. Le donne ridono. Se l’”esperto” scorge che c’e` ignoranza totale in materia si scatena e comincia a sciorinare piatti forse anche inventati:  “Prenderei…vediamo un po’, un Chicken Korma…un Naan al formaggio, un Naar Panir, il pollo al curry (e` di solito l’unica cosa che si capisce), poi il Tarka Dhal con il riso basmati e chiuderei con un Samosa”. Se ci infilasse dentro nell’elenco anche un ”Luque` in salsa di zenzero” nessuno ci farebbe caso. A questo punto qualcuno chiede: “Ma si puo` sapere cosa c’e` in quei piatti?”. E qui il viaggio esotico crolla perche` sono polpettine di verdure, manzo in salsa piccante, frittelle di patate, riso con bocconcini di agnello eccetera, cioe` tutte cose che anche la nonna Adalgisa potrebbe fare comodamente. Ma il “Mutton Tikka” e` tutto un altro andare, anche come suono. A questo punto una delle donne cerca di evadere dalla dittatura dell’esperto e dice: “Posso avere molto riso?”. Tutti si accodano. “Anche a me, bianco!”. E` il sistema per dire una cosa. Un altro fa: “Oh, non troppo piccante perche`a me il piccante non piace”. Questo e` un superclassico. Come il conseguente intervento dell’”esperto” che da` la grande notizia che il peperoncino fa benissimo alla circolazione, alla pressione, alla memoria, al fegato e perfino ad altre cose piu`…delicate. E qui le risate sono a pioggia. Arrivano i piatti. Tutti si sdilinquiscono: “Buono, buono”, ma poi il giorno dopo, e questo e` un altro classico, uno ha avuto la caghetta e telefona agli altri che invece sono stati tutti bene. Dal cinese funziona piu` o meno uguale con un’unica differenza: che il giorno dopo non viene quasi mai usato  dai commensali nei loro commenti il termine “brusacul”.

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