Il semaforo è rosso? O è senso unico? Il ciclista se ne sbatte. Perchè?

Due pensionati, non troppo anziani (perche possiedono due ciclomotori), dialogano sul far della sera.

-A te ti piace la tangenziale delle biciclette?-

“Mou. Sparisce negli inferi. A un zert pont la zant la s’inzòcca contra a un mùr. Si vede che la devono finire. E a te ti piace?”.

-Sì perché è salutare. Si respira dell’aria buona sui viali. L’è come essar a Cortina. Ahahah”-

“Salutare luquè. Io però voglio farti una domanda. Perché i ciclisti, soprattutto quelli vestiti da Edi Mercs, quando i arìvan a un incrocio, pr’esampi quello di Porta Santo Stefano, che è bello grande, i tiran drètt quand l’è ròss? Sanza caghèr la segnaletica stradale. Per chi l’han messa quella segnaletica lì?Me lo vuoi dire?”.

-L’han messa per i bagàj come te che usi il motorino. Prova mo a passar col rosso. Premma i t’amàzen i vèzzil, e po’ el machin, prima ti ammazzano i vigli e poi le macchine-

“E dire che ho due ruote anch’io”.

-Si ma non sei vestito da Eddi Mercs-

“Alaura bisagna che m’vesta come Valentino Rossi? Se son vestito come Valentino e passo col rosso non mi fan niente? “.

-Esatto. Niente. Hai l’immunita parlamentare. Come i ciclisti-

“Ma te l’hai mai visto un cliclista fermarsi a un rosso?”.

-Maaai! E perché dovrebbe fermarsi? Al ziclesta l’è un amigh ed Colombo e alaura gnìnta. E poi sono gli intoccabili. Lo sapevi che c’è scritto sul codice della strada? Articolo 48: “I ciclisti i pòlen fer cal càzz c’ai pèr”. Il codice parla chiaro. E se c’è scritto sul codice ciccia…ai è poc da fèr”-

-Dai brisa fer l’èsen. Piuttosto sembrano proprio i padroni della strada-

“Forse fanno così per agilizzare il traffico”.

-Scòulta agilizzare. Anch’io ho agilizzato l’altro giorno col mio scuter, sono passato con un mezzo rosso e mi hanno fermato i vigili: ben, sembrava volessero mandarmi ad Alcatraz con l’ergastolo-

“L’è vàira. E poi possono mettere le bici ovunque, attaccati ai pali, contro i negozi, in terra, dritte, storte. Me invèzi ho parcheggiato il motorino tranta zentèmetar fuori da uno stallo e i m’han atachè la multa. Mo chi sàgna me, al fiol dal pover sugamàn? Il figlio del povero asciugamano?”.

-E poi hai notato che possono anche andare contro mano? Te me lo spieghi il perché?-

“Perché sono invisibili. Lo sapevi te che Colombo gli ha dato il dono dell’invisibilità?”.

-Scoulta invisibilità. Io l’altro giorno ho fatto notare a uno che veniva giù contro mano in via Guerrazzi dicendogli con modi gentili che era contromano e mi ha mandato a fèr quel èter. Al m’ha propri dett va a caghèr. Mo catìv, catìv, catìv. Non era mica tanto invisibile”.

“I ciclisti possono andare contro mano, non lo sapevi? Perché sei te che sei invisibile. Se sei in macchina o in moto t’ì un cretèn. E raiga. Et capè?”.

-Ma io non mando affanc…nessuno però-

“E sbagli. Perché loro, i ciclisti lo fanno per folclore, e per tenerti sempre di buonumore. Non lo fan micca perché son maleducati veh. Noooooo, cosa credi. Neanche perché sono arroganti. Mocchè mocchè mocchè. Lo fanno così per gioco, perché son carini…”

-Mou, a me am pareva brisa, comunque-

“Ti sarai micca offeso eh?”.

-Ohi se un ciclista mi urla c’a son un pezz ed mèrda un pochino a vanz mèl, rimango male, sarò all’antica-

“Esattooo. Sei vecchio, sei anziano, devi essere più giovane, anche nel linguaggio. Bologna sta facendo grandi passi verso la modernità e la civiltà. Devi metterti in testa che gli studenti, quelli che vangono da fuori e che vanno contromano in via Guerrazzi e ti mandano a quel paese, sono a casa loro. Sei te che sei in un’altra città. Quindi zitto e porta rispetto. Quindi ti prendi il vaffanc…e bòna lè. Serve a farti riflettere, a conoscere te stesso. E impara la nuova educaziàn.”.

-Scòulta riflettere. Posso dire una cosa così riflettendo?-

“Di mo”

– Va ban a fer dal pugnàtt, va là!”.

 

 

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