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In quarantena il sesso è abolito
e ci si rifugia negli “squassi”

Finito. Chiuso. Vi ricordate i tempi in cui si andava al bar e al lunedì arrivava uno dei “ragaz” che raccontava di mirabolanti avventure sessuali con l’ultima fiamma e il vecchiotto seduto in un angolo lo interrompeva dicendo: “Ou giovane! Guèrda che al vol dàntar eh?” (trad: guarda che vuole dentro). Riferito al fatto che a chiacchiere sono capaci tutti ma che poi il famoso “gesto biblico” valeva solo se era concretamente ed effettivamente compiuto. Adesso chiuso. Il sesso è in quarantena, è inutile che ce lo nascondiamo. E chissà quanto ci resterà. Il coronavirus ha spento i bollori a qualsiasi livello. Bisogna stare distanti anche in casa? Bisogna tenere le mascherine? Bene. Figuratevi le coppie sposate da più anni. Già era difficile prima trovare la strada per un paradiso dimenticato, pensate adesso. E quindi moltiplicazione dei pani e dei livori. In fondo il gesto copulativo è una delle riunioni più pericolose e va al di là di qualsiasi aperitivo sputacchiante. E gli amanti? Gli amori clandestini? Fottuti anche loro. Come fanno a infilarsi di nascosto in casa del partner (sia uomini che donne intendiamoci), in assenza del corrispettivo “ufficiale”? Niente. Son tutti in casa e quindi dove vai?  Per cui anche chi ha da poco acceso una travolgente storia d’amore con la ventenne (o per le donne, con il distinto brizzolato conosciuto a un convegno) è su un binario morto. Si sfaldano gli amanti, si allontanano i fidanzati, appassiscono le mogli, si sfrattano gli zebedei  dei mariti. Del resto, anche se uno potesse chi è che si azzarda più? Non ti posso dare la mano, figurati se ti bacio. O se vengo a letto con te. Fine della trasmissione insomma. Nell’attesa di registrare un picco delle vendite dei famosi “giornalini” spinti o dei film a luci rosse (che non usano più dagli anni 80) si registra il cataclisma anche del mercato. Vogliamo pensare alle prostitute? Un crollo di Wall Street. E i magnaccia? Sul lastrico. Nessuno si azzarderà più a sfiorare nessuno chissà per quanto. Cambieranno i gesti. Per baciarsi si avvicineranno i musi delle mascherine e si sfregheranno velocemente fra loro. Chi dice “ti amo” è subito da tampone perché doveva stare zitto. E per quanto riguarda il bisogno fisico da sfogare…bè, lì stendiamo un velo e risolviamola con la frase che direbbe il vecchiotto al tavolo di un bar che non c’è più: “l’onnica l’è un squàss ed pugnàtt . Sì, forse è l’unica.    

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