E la bella moglie cubana
alla fine si…”inciccionì”

88gY98L“Ciao ragazzi, vi presento Marisol…è la mia nuova fidanzata. L’ho conosciuta in un viaggio a Cuba, ci siamo innanorati e adesso è venuta in Italia con me”. E gli amici del bar, siccome Marisol è una stragnocca pazzesca dalle gambe siderali, dalle labbra che sembrano la sublimazione del sesso, dagli occhi che fulminano chiunque si aggiri nel raggio di tre metri, anelano e sbavano, squadrandola e invidiando Gianni, che ha fatto un colpo così. Questo è uno dei tanti modi in cui finiscono i viaggi a Cuba. Ma non solo a Cuba. A Santo Domingo, in Brasile o in altri paesi sudamericani, in cui le donne, quando sono belle, sono belle veramente. E arrivano qua. E vengono slumate per strada ad ogni passo. “Ou quella è la donna di Gianni, la cubana…”. “Sssoccia, la cubana”, dicono gli altri a corredo, indugiando e calcando sulle esse. A questo punto la faccenda prosegue con la cubana che magari fa un figlio e il “lui” in questione è, per tutti, quello che ha una moglie cubana supergnocca. E qui scatta il fenomeno che si può estendere a tutti, o quasi, i casi di quelli che tornano dal Sudamerica o da Santo Domingo con una donna bellissima. Si vede che per un problema di alimentazione, si vede che la cucina emiliana o romagnola è particolarmente buona e grassa, si vede che le tagliatelle, i cappelletti o i cotechini sono roba sopraffina mai sentita, fatto sta che la ragazza perde velocemente il suo sex-appeal in fatto di curve e di fisico mozzafiato per diventare clamorosamente un vagone. I fianchi si allargano a comò anni cinquanta, le gambe si intrombonano, la faccia diventa una palla preoccupante (“soccia hai visto se è gonfia la cubana?”), e la povera ragazza diventa, senza stare a fare tanti giri di parole, un cesso. Nel giro di un paio di anni. Quella che era in pratica una top-model mancata (ma meglio di tante top-model), favolosa nel fascino e nel portamento, quella che faceva girare tutti per strada e continuava ad allupare i bavosi amici del bar di Gianni, non c’è più. Al suo posto un comodino (o un mobile) che si aggira per il supermercato a fare la spesa. Con gente che sussurra: “Quella è la cubana che ha portato a casa Gianni”. Con l’altro di fianco che fa: “Ma chi, Marisol? Quella gran gnocca?”. “Sì – ribatte l’altra voce – hai visto come si è ridotta? Sembra la Mami di “Via col vento”, si vede che a mangiar delle tagliatelle…poi dicono che è una che beve”. Il declino della top model del quartiere è vertiginoso. Dopo tre o quattro anni c’è in giro una cicciona con quattro bambini ululanti che lei non riesce a tenere, e con Gianni che quando è al lavoro non vede l’ora non di tornare a casa, come prima, bensì di “non” tornare a casa mai più. Finisce di solito con un divorzio o una causa in tribunale dove arrivano a volte anche i parenti da Cuba o da Belo Horizonte incazzati come delle iene e Gianni rischia anche dal punto di vista fisico.

E gli amici del bar? Quelli discutono un po’ e alla fine vengono alla conclusione che son meglio le russe perchè fisicamente rimangono uguali. Ma sono teorie. Fatto sta che succede anche che il Gianni in questione si presenta in zona con la moglie qualcuno è capace anche di dirgli: “Mi presenti tua moglie?”. E Gianni risponde: “Ma come, è Marisol, la conosci benissimo!”. All’amico cade la faccia. A Marisol una chiappa. “Ma è la stessa”, fa l’amico non riuscendo a tratteere la meraviglia. Non l’aveva riconosciuta. Credeva che Gianni fosse al secondo giro, fosse tornato a Cuba e ne avesse portata a casa un’altra, cambiando gusto e andando sul genere. Chiamiamolo, “più robusto”. Quindi occhio a questi colpi realizzati nei vari turismi sessuali e nei paradisi del piacere che l’uomo frequenta così avidamente. Se Marisol alla fine diventa un vagone…te la cucchi poi te.

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