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La coppia di operai in pausa
di solito sono Bibì e Bibò

Al bar. Inevitabilmente, prima o poi accade. Siamo a metà mattina, più meno. Entra una coppia di uomini. Uno è basso, tarchiato, fisico da lottatore, maglietta un po’ sudata, pantaloncino corto, calzettoni e scarpacce da lavoro. L’altro è alto, magro, capelli crespi, un po’ di barba, salopette beige, scarpa da tennis massiccia un po’ inverniciata o comunque impolverata. Parlano quasi sempre con accento meridionale. Si esprimono a monosillabi, a volte incomprensibili. E’ la classica coppia di operai in pausa lavoro. Li chiameremo Bibì e Bibò. Gli operai viaggiano quasi sempre a coppie di due. E in due vanno a bar. I baristi li conoscono e li salutano. Bibì fa quasi sempre un complimento alla barista o comunque dice una fesseria galante. Bibò si dirige subito alle paste. Pochi istati dopo Bibì e Bibò stanno azzannando (è il termine giusto), Bibì una pasta enorme, che la Luisona di Benni fa ridere, ripiena all’inverosimile di crema, la quale crema gli cade sula scarpa da lavoro ma fregacazzi e alla fine la chiazza sta anche bene. Bibò è alle prese con un panino alla mortadella di dimensioni monumentali (i baristi alla mattina confezionano apposta panini per Bibì e Bibò dalle misure imbarazzanti, farciti all’inverosimile). Le loro guance si muovono all’unisono, in quel momento non parlano, ruminano, mentre alcuni brandelli di pasta o di panino cadono in terra (“Spazzi tu?”, fa il barista alla barista). Bibì e Bibò possono essere indifferentemente idraulici, imbianchini, meccanici o muratori. Uno di solito è più rude, sgarbato, quello tarchiato. Ha la voce roca. L’altro, quello magro, è più gentile, ha modi più dolci. E’ in pratica una coppia sposata anche se la loro tendenza è chiarissima da modo in cui il loro occhio cade slumando candidamente la curva della parrucchiera che è venuta a riportare il vassoio dei caffè. Bibì fa anche un cenno col mento a Bibò rivolto alla cameriera. Bibò annuisce con aria rassegnata di chi vorrebbe. Si bevono un mezzo di vino o un birrozzo. Ruttano anche sommessamente, ma in modo trattenuto e molto dignitoso. Poi caffè e inscenano una specie di diatriba per chi paga con Bibì che fa: “No! No! No!” cercando di stoppare con la mano il portafogli di Bibò. Bibò alla fine risponde “va a far delle pugnette” con tono talmente roco e deciso che Bibì chiude con “A buon rendere ou!”. Poi escono per tornare al lavoro. Alla sera, così a occhio, è gente che va a letto presto.

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