La D di domenicale

E ogni venerdì sera scatta puntuale il grande mutamento della qualità di guida dei bolognesi. Fino alla domenica sera. Poi, dal lunedì mattina, torna tutto normale. Le avvisaglie del fenomeno sono due: 1) Le macchine vanno o pianissimo, quasi a uno all’ora con dentro facce ilari e beate che non spingono mai l’acceleratore (appoggiano lì solo il piedino, è l’acceleratore che, per pietà e pudore, va un po giù e spinge avanti il veicolo) o ti arrivano da dietro sui viali delle bombe sfarazzanti a 180 all’ora che cominciano a zigzagare che neanche al Nurburgring si sognerebbero mai (dentro facce eccitate sormontate da bizzarri strati di gel e squittii di gnocchine divertite). 2) Si spalancano con violenza inaudita le portiere delle macchine appena parcheggiate, abbattendosi su ciclisti, motociclisti e a volte anche pedoni (il guidatore del fine settimana non è ancora al corrente della straordinaria notizia dell’esistenza degli altri).
Ecco, capisci che è cominciato il weekend. Detto anche “dell’andatura anomala”.
Non esistono nel venerdì, sabato e domenica macchine che procedano normalmente a 40-50 all’ora. Solo mezzi che non partono al semaforo e devi suonare perché intanto, dentro alla macchina si sono dimenticati di alcune cose: che sono in macchina, che sono fermi a un semaforo e che a volte viene verde. Oppure auto che partono in sgommata con lacerante stridio di gomme sperando che dai bar e dalla strada la gente pensi: “Soccia che sburàn”, ma non sanno che invece pensano: “Soccia che cretèn”.
Bologna che zigzaga, che deambula, che non va dritta. Questo è il weekend. Il fatto che la gente guidi telefonando è irrilevante nel fine settimana, ormai si telefona guidando sempre, tutti i giorni della settimana, anche da casa a momenti. Sentito uno che nella sala d’aspetto di un dentista rispondeva a una telefonata sul cellulare e ad evidente domanda “Dove sei?”, ha risposto “In macchina”. Tanta e tale è l’abitudine.
Sono assolutamente necessari due provvedimenti:
1 – L’obbligo del cartello D di domenicale per quelli che guidano il venerdì, sabato e domenica. E’ importantissimo. Come la P di principiante. Fra il domenicale e il principiante c’è molta differenza. Se vedi la P di principiante puoi prevedere a grandi linee gli errori che può commettere. Se vedi la D di domenicale no. E’ possibile qualsiasi cosa.
2 – L’obbligo di inserire a scuola guida, nelle lezioni di pratica, anche il guidare parlando al
telefono. E’ fondamentale. L’istruttore siederà a fianco al praticante che dovrà per un’ora guidare telefonando a qualcuno e mandando sms. Siccome tutti lo fanno e il fenomeno è praticamente autorizzato (ormai rarissime le multe a chi telefona in macchina) è necessario che tutti lo imparino a fare bene. Ma a chi telefonare per un’ora? Gli uomini staranno al telefono con un impiegato apposito che è in ufficio in autoscuola. Le donne non c’è problema. Qualcuno da chiamare per un’ora dalla macchina ce l’hanno sempre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *