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La solitudine della cassiera
col pip-pip…nell’orecchio

Coop2Pip…pip…pip…L’orecchio della cassiera del supermercato non lo sente neanche più. O forse lo sente sempre, anche di notte. Lo sguardo fisso, a volte imbronciato, il pensiero a una spiaggia magari anche di Cervia. La solitudine della cassiera. La cosa fondamentale è che lei apra la cassa poi alla gente non gliene importa più niente di lei. E’ come un mezzo busto cartonato, che si muove. Pip…pip…pip…I suoi nemici nell’ordine sono: 1- La signora col catino pieno di spiccioli che dice: “Io ho i 5 se vuole” , la qual cosa non serve a niente e comincia una partita a poker di ore coi resti e la fila cresce. 2 – L’omarello pilotato da casa dalla moglie che non sa niente di niente ed è terrorizzato di sbagliare una mossa o di non consegnare la tessera punti (quindi ci mette un anno e ricontrolla il post-it giallo della lista anche dieci volte quando è lì a alla cassa. 3-La signora che fa una spesa da allarme nucleare quindi col fabbisogno di tre anni tutto accatastato dentro al carrello. 4-Quelli che si dimenticano il pin del bancomat e al terzo tentativo sono senza soldi e con un cartello da 150 euro da pagare. 5- Il carrello “scosso” come un cavallo del palio di Siena che arriva alla cassa da solo, pieno pari, ma con l’omarello che è corso in una scansia lontanissima perché folgorato dalla chiamata della moglie da casa (“Ti sei ricordato la carta igienica vero? Quella in offerta?”). La cassiera nella sua solitudine e nel suo pip…pip…pip continuo deve mantenere la calma ma col passare dei mesi e degli anni la sua morfologia facciale cambia gradatamente, gli angoli della bocca spiegano all’ingiù, l’occhio si fa severo, le rughe sultano le sue guance, i capelli si arruffano. Insomma praticamente Keith Richard. O Mick Jagger (da notare che spesso la somiglianza è sorprendente). La guerra dei resti è una guerra durissima. Di fronte ci sono ghigne e fisionomie simili, durissime e la battaglie delle Termopili fa ridere rispetto a quella che avviene lì alla cassa. L’”amico” della cassiera è il pensionato vedovo che ha in mano solo una confezione di cotton fioc ed ha lo sguardo rilassato, le ha già viste tutte e dice pochissime frasi, una di quelle è: “Soccia la zànt l’an capèess piò un càz!”. La cassiera lo ama. Fuggirebbe con lui. Pip…pip…pip..con quel pip lì nelle orecchie. Fino alle Maldive

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