La tortura della frutta per quelli che ne farebbero volentieri a meno

L’estate dei ragazzini e ragazzine, agognata per tutto l’inverno, presenta, oltre alla felicita’ di non aver niente da fare, una serie di terrificanti fastidi che la mamma bolognese propina con implacabile puntualita’ tipo: “bisogna che un po’ ripassi”, “adesso che vai in Inghilterra esercitati con l’inglese”, “non fare il bagno fino alle 11”, “copriti”, “scopriti”, “datti la crema”, “non ti insabbiare” eccetera. Ma ce n’e` uno che va oltre qualsiasi livello: la frutta. D’estate bisogna mangiare la frutta. E la “tortura”, tra l’altro supportata dai Tg (“col caldo bisogna fare largo uso di frutta e verdura”) si estende anche ai mariti e cioe` a persone di 50 anni che si sentono dire: “Mangia un po’ di frutta dai. Che fa bene”. Ma perche`? Perche` questo accanimento con la frutta e la verdura che ci accompagna fino alla tomba? Come fosse la causa di tutto. Ma perche` allora si dice quando a uno viene un infarto “eh beh sai, fumava sessanta sigarette al giorno” e non si dice invece cercando le cause di un decesso: “aaah, per forza, non mangiava frutta”? La frutta, e di seguito la verdura, e` una delle cose piu` detestate dagli uomini (diciamo la gran parte), ma soprattutto dagli adolescenti perche` e` un cappio dal quale non riusciranno mai più a sfuggire. Quando meno se l’aspettano, la mamma e` li` in agguato, con una macedonia con la quale rincorre il bambino puntandogliela contro, come un’arma. Lui scappa ma lei esegue vertiginosi slalom fra gli ombrelloni finche` non l’ha beccato. E procede con la propinazione. “Dai che ti fa bene un po` di frutta”. Il ragazzino vorrebbe dire: “Ma a che cosa fa bene, me lo dite una buona volta, a cosa fa bene sta maledetta frutta?”. Non c’e` risposta perche` la mamma non la sa. Qualcuna risponde: “Contiene acqua”. Oppure “Ha delle proteine”. Ma non sa quali. Ha letto qualcosa su Gente ma non si ricorda. Allora si butta nel: “Dai che e` buonissima la frutta”. E nei circoletti di donne si sentono in spiaggia discorsi tipo: “Ah io d’estate, col caldo, solo frutta…e verdura”. “Anch’io, a me piace da matti”. Ma non e` verooo! (confesso tra parentesi che non sono un mangiatore di frutta e a cinquanta e passa anni sono ancora uno che scappa fra gli ombrelloni inseguito da mia moglie con la macedonia in mano). Avete mai sentito voi un gruppo di persone che dicono: “Oh dai troviamoci sabato che andiamo a farci una bella mangiata di frutta e verdura”? Potranno dire: andiamo a mangiare il pesce, o la carne buona, o la paella, o un gelato, o il sushi o qualsiasi altra cosa. Ma la frutta no. Impossibile. E` un contorno, se lo vogliono mettere in testa le mamme bolognesi? Non una ragione di vita. Ne una cosa che se non si mangia provoca la morte. E allora cos’e` questa mania? La mangi chi la ama, quelli ai quale piace, ma perche` gli altri debbono esserne vittime? Io non ho mai cercato di obbligare a mangiare il pesce a chi non piace. Non si vede perche`. E invece la frutta continua ad essere un’arma a doppia taglio tremenda. Io non mi azzardo a mangiarla anche se qualche volta mi andrebbe. Perche` se faccio tanto di mangiare un grappolo d’uva, il giorno dopo a tavola me ne viene presentato un filare. “Ho visto che ti e` piaciuta e allora te ne ho presa dell’altra…fa cosi` bene…”. Noooooo, basta! State attenti. Non fate l’errore di aprire le maglie difensive. Non abbassate la guardia. Con la frutta si prende gol come ridere.

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