La tribù del “Non è compito mio”

C’e` un nuovo sport, molto in voga a Bologna. Ma forse anche in Italia. E’ il “Non e` compito mio”. Uno sport che richiede notevole applicazione. Esistono degli uffici comunali appositi in cui si puo` fare pratica e diventare dei bravi “Non e` compito mio”, o, detto in altro termine dei: “Non e` di mia competenza”. Facciamo qualche esempio per intenderci. Se un bidello per esempio sta in guardiola di una scuola e uno studente che sta armeggiando nella macchinetta delle merendine viene folgorato dalla 380, il bidello non si muovera`. Perche` non e’ compito suo. Il suo compito e` solo quello di caricare la macchinetta delle merende e accenderla alla mattina. Basta. Il resto non rientra nella sfera delle sue competenze e lo studente puo` tranquillamente morire. Domanda: ma di chi e` il compito se uno studente resta folgorato dalla 380? Risposta: “Non lo so. Non e` compito mio rispondere. Forse di quelli dell’Enel, ma io non lo so”. E ancora: sei in un ufficio e mentre firmi una delega o un documento qualsiasi e la tua biro non funziona piu` perche` si e` seccata. La domanda all’impiegato (che sta aspettando che tu finisca con la faccia schifata come avesse sentito l’odore della discarica di Chioggia) “Scusi ha un’altra biro?”, sara`: “No, non e` di mia competenza avere una biro, mi dispiace”. E la pratica verra` annullata. Proseguendo, ma i casi sono infiniti: se un camion dei rifiuti sta vuotando i bidoni dei vari differenziati e accanto ai bidoni c’e’ un enorme cacca di un metro mezzo lasciata da un elefante in fuga da un circo gli addetti non se ne occuperanno. Perche` quel rifiuto non e` di loro competenza. Ma diventa automaticamente compito delle narici delle persone nel raggio di un chilometro. Insomma nessuna cosa e` compito piu` di qualcuno. Solo in rarissimi casi il fatto e` di competenza della persona sul posto.  Per esempio e` successo che un impiegato delle poste ha ricevuto un assegno con un piccolo strappo e non lo ha accettato perche` lui deve prendere solo assegni in buono stato. L’aggiustamento del suddetto assegno, tramite un filino di scotch, sara` compito di un ufficio che ancora non c’e` ma lo stanno mettendo in piedi, solo che c’e` un problema perche` c’e` qualcosa non ancora a norma e deve intervenire l’ufficio addetto, che poi deve chiedere ai beni culturali, che deve rimandare la pratica al comune, che la deve passare al controllo della manutenzione, che la deve far vistare ai vigili, che la deve a sua volta controllare verificando se la ditta che produce lo scotch e’ a norma, infine la pratica viene passata a Merola che la deve firmare ma non ha una biro, l’ha chiesta a un usciere che pero` ha risposto che non e` di sua competenza e ha passato la richiesta a un altro settore. Cosi` l’ufficio per l’aggiustamento degli assegni leggermente strappati avra` tempi un po’ lunghi per diventare attivo. Funziona così. E a margine di tutto questo devo dirvi che mentre sto scrivendo questa Mosca, che e` mio compito, all’improvviso mi coglie un improvviso senso di nausea per come vanno le cose ultimamente a livello burocratico ma siccome non e` compito mio avere la nausea mentre scrivo la Mosca, lascio ad altri le competenze di concludere questo articolo…

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