Lapidi sotto le Due Torri, requiem per Bologna

E’ stato presentato ufficialmente alla stampa il nuovo ufficio del Comune di Bologna, creato appositamente in vista della prossima campagna elettorale. Si chiama “Ufficio Dispiaceri del Comune di Bologna”. Si tratta di una struttura molto agile e dotata di grandi esperti che ogni mese si riunisce per decidere di varare una cosa che faccia dispiacere ai cittadini. Funziona in questo modo: il direttivo dell’ufficio si riunisce e dice: “Cosa possiamo fare per creare una cosa brutta al punto che i cittadini si dispiacciano, che inveiscano contro di noi e contro il sindaco?”. Poi a qualcuno viene l’idea: “Perché non facciamo finta che un camion che deve portare un gruppo di blocchi di lapidi di marmo, in una cava nella valle del Reno, abbia rovesciato il suo intero contenuto attorno alla Due Torri e in Piazza della Mercanzia?”. “Si daaai!”. L’idea geniale viene accolta con giubilo. Il direttivo discute, conferma l’assoluta e indiscutibile bruttura della cosa a tutti i livelli e a tutte le latitudini del gusto, e la mette in pratica. Ed ecco le lapidi subito rovesciate a casaccio nei luoghi scelti. Risultato: i cittadini che immediatamente inorridiscono, Sgarbi che scrive che Bologna è in mano all’Isis e tutti che concordano sul fatto che quelle lapidi messe lì sono una delle cose più raccapriccianti mai viste. Perfetto. Obiettivo centrato. Un altro successo dell’Ufficio Dispiaceri, detto anche in termini più confidenziali “Ufficio Automartellata nei Marroni”. Si sapeva, certo, che Merola era un grande fan di Tafazzi, ma nessuno pensava fino a questo punto. Il progetto ha comunque una sua genialità. Dopo la creazione di Colombo (chiaramente un prodotto di laboratorio, in natura non esiste), dei semafori di via Toscana, delle ciclabili che vanno in niente, del T-day non comunicato con gli autobus che sfrecciavano attorno ai tavolini di via Indipendenza, del cantierone durato 12 anni, delle strisce blu disegnate metà sulla strada e metà sul marciapiede, del semaforo angolo Farini-Cavour che è rosso dal 1973, adesso le lapidi bianche sotto le Torri medioevali e i portici. Il tutto per creare l’affascinante effetto di fare piangere i cittadini che amano la città (qualcuno qua e là ha anche vomitato). Diceva un pensionato l’altra mattina guardando le lapidi bianche in Piazza Mercanzia: “Soccia, se io mi dimentico di dare una mano di rosso bolognese al cornicione lungo mezzo metro della mia porta del giardino la Sopraintentenza mi fa una multa di 4000 euro perché non è in linea col paesaggio…e sta cosa qui? Non è mica da multa, è da sedia elettrica!”. Un trionfo dunque. Ma intanto l’Ufficio Dispiaceri (o Automartellata) sull’onda dell’estusiasmo ha in serbo altre creazioni per i prossimi mesi. Filtrano delle indiscrezioni. 1) Un’allegra foresta di alberelli a forma di stronzo di cane in via Indipendenza, 2) Una crescentona unta e solidificata in plexiglas a ricoprire totalmente il crescentone di Piazza Maggiore per fare da simpatico contrasto, 3) Un vecchione da bruciare più brutto e più lontano dalla tradizione di quello degli ultimi anni (sembra impossibile ma si assicura che sarà così), 4) Una serie di tubi di ferro intrecciati male, opera del grande artista d’avanguardia Herbert Von Cazzen, da mettere ad ingabbiare il Nettuno, 5) Una serie di panchine e di sedute normali da posizionare in Certosa nel posto dove dovevano stare le lapidi messo sotto le Torri, 6) Una bella mano di giallo, così, tanto per fare, sulla facciata delle case di Strada Maggiore alfine di dare un tocco di modernità e di internazionalità.

La ricerca dell’orribile e del brutto è in piena evoluzione. La gente intanto non vede l’ora di dispiacersi e verrà accontentata (ricordiamo sempre: siamo in campagna elettorale, bisogna darci dentro). L’Automartellata continua. Chissà che male però, povero Tafazzi.

 

2 Responses to Lapidi sotto le Due Torri, requiem per Bologna

  1. Il semaforo di Piazza Cavour Rispondi

    16 dicembre 2015 at 12:47

    Grande Giorgio, questa volta sono dalla tua parte! Viva le critiche, abbasso le proposte!

  2. Daniela Rispondi

    17 gennaio 2016 at 19:29

    L”Ufficio dispiaceri del Comune” funziona benissimo!

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