Le soste a telefonare dal Suv

Grande e sensibile passo avanti delle signore alla guida dei Suv. Sempre piu` spesso si nota che telefonano meno mentre guidano. Quindi non c’e` piu` quel deambulare scomposto a zig zag per le strade del centro e dei colli con i loro casermoni, regalati dai mariti premurosi per garantirne la sicurezza in caso di cozzo (ci si raccomanda la precisione nelle vocali). Adesso la nuova tendenza e’ fermarsi a telefonare. Molto bello e civile, significa che e` cresciuto il rispetto per il prossimo. I luoghi deputati per la sosta chiacchierifica, specie nelle ore di metà mattina, sono:

1 – Le strade dei colli, come via Siepelunga o via di Gaibola, subito dopo una curva o subito dopo un dosso, cosi` che le macchine che sopraggiungono devono evitare garrule l’improvviso ostacolo. Naturalmente sfilando accanto alla signora che telefona con un sorriso bonario e comprensivo (quasi mai ricambiato perche` la “leonessa” che telefona sul Suv, si sa, e` sempre incazzatissima e sta gesticolando e mandando a quel paese qualcuno. Qualcuno le ha sentite anche ruggire a volte). Le quattro frecce che indicano la sosta a volte ci sono ma a volte anche no e il fatto che non ci siano e` importante per tenere allenato il livello di attenzione degli altri automobilisti, quindi utile.

2 – I viali di circonvallazione, col Suv accostato destra (ma neanche tanto poi) con il simpatico equivoco che quella macchinona ferma sia guasta e stia aspettando il carro attrezzi. In realta` all’interno e` in corso una discussione con un’amica su un debito in scienze del figlio ritenuto ingiusto. Dalle altre macchine arrivano sguardi accesi che pero` scivolano via nel traffico. Quattro frecce opzionali anche in questo caso.

3 – Via D’Azeglio dentro porta. E’ ritenuto il luogo piu` adatto per telefonare a bordo di un Suv fermo. La strada infatti e` molto scorrevole e gli autobus salutano festosi quando vedono il machinun con la signora dentro che parla. Gli autisti spesso suonano il clacson in segno di saluto. I sorrisi si sprecano. Le signore che telefonano in quel tratto di strada solitamente sono molte tanto che sembra si stiano per costituire in comitato: Il CTVDA, Comitato di Telefonatrici di via D’Azeglio.

4 – La seconda fila. La seconda fila e` uno dei luoghi prediletti perche` la seconda fila e` molto piu` nobile della prima. La prima fila e` ritenuta di basso profilo. In seconda fila si possono chiudere altre macchine che debbono uscire e ignorare, se la discussione e` molto interessante, i conducenti che protestano. Un simpatico gioco che termina sempre con un cordiale scambio di battute.

Ma il luogo che, nonostante questi progressi registrati nella pratica delle conversazioni in auto, resta sempre il piu` sicuro e` con la macchina in movimento, mentre si guida cioè, rallentando e accelerando, sbandando, non partendo al verde dei semafori, o, ancor meglio, arrotare pedoni sulle strisce salvo poi dire candidamente: “non l’avevo vista”, e aggiungendo poi con aria feroce: “anche lei pero` guardi quando attraversa!”. Per il “mi scusi” invece c’è da attendere ancora. Puo` darsi che un domani, migliorando ancora…

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