L’esercito dei “No no no”, quelli che non ti fanno parcheggiare

“No, no, no guardi che qui non si può micca!”. Col ditino che si muove a tergicristallo. E’ il gesto identificativo di quell’organizzazione misteriosa, ai limiti della legge, che si annida negli angoli della città. Sono quelli che non ti fanno parcheggiare la macchina. Non sono vigili, intendiamoci, né accertatori. E’ un nucleo più complesso. Formato da signori insospettabili, amministratori di condominio, pensionati, finte casalinghe, nonni nullafacenti, portinai, garagisti e altre categorie simili. Parcheggiare un’auto oggi si sa è impresa titanica, soprattutto in centro. Ma è una trappola. Perché quando uno ha l’impressione di aver dribblato un vigile o un accertatore o una macchinetta ciucciaeuro (si chiamano così quelle dei parcheggi) ecco che scatta l’organizzazione denominata “No no no”. La specialità degli uomini della “No no no” è quella di guardarti mentre ti ingegni a incastrare la macchina fra altre due, operazione che (data la qualiità terrificante della guida del bolognese) richiede tempi biblici. Ti lasciano fare, poi appena scendi zac, spuntano dal nulla e intervengono. “No no no, guardi che qui non si può micca sa!”. Questa è la frase classica. Oppure c’è quella più mimacciosa: “Guardi che arriva il caratrezzi” (tutto attaccato), oppure : “Qui prende la multa veh”. In realtà non è che ti stiano facendo un favore e ti avvisano gentilmente di non parcheggiare perché prendi la multa, ma solo perché non vogliono che tu metta la macchina lì. Un’organizzazione perfetta, espansa a macchia d’olio in tutta la città, gente comune, nascosta dietro a finestre, macchine, portoni. Gli agenti del “No no no” sono inesorabili. Quando stai per parcheggiare vedi dei passanti impassibili, intenti alle loro faccende. Fanno finta di niente ma attenzione: ognuno potrebbe essere un agente “No no no”. Ti affianchi, metti le frecce, giri il volante e se ci fai caso c’è un tizio che ti sta guardando. E’ fermo sul marciapiede. Guarda verso di te poi in un’altra direzione. Sembra assorto nei suoi pensieri. Diffidate di quei tipi. Appena avrete parcheggiato entrerà in azione. Magari mentre state già allontanandovi dopo aver dato quella guardatina che si dà alla macchina dopo quattro o cinque passi. Il dito indice alzato e ondeggiante: “Signore! Signore scusi?. Qua non si può mettere la macchina”. Tu che hai fretta provi a risolverla. Anche perché sai che lì è parcheggiabile e non hai visto cartelli contrari. E allora ribatti: “Guardi che qui si può invece”. Loro sono abilissimi. Te la girano. “Sì, si può ma oggi deve arrivare il camion del trasloco e gliela spostano”. L’importante è non cascarci sennò non ne esci più. Altra cosa che piazzano è: “Sto tenendo io il posto per l’ambulanza che deve portar via una signora”. Non è assolutamente vero ma tu non hai il tempo di star lì a controllare che arrivi l’ambulanza e che in effetti porti via una signora. E allora molli. Ci sono poi quelli nascosti dietro alle persiane. Quando vedono che appoggi la macchina in un’area handicap telefonano subito al carroattrezzi. Ma in casa non hanno nessun handicap e il parcheggio non è riservato a loro. Sono dei professionisti. E’ un mestiere. Sono i “No no no”, un esercito che pian piano un giorno avrà in mano tutta la città. E tutti dovranno seriamente fare i conti con loro.

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