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“Ma ce le hai tu le chiavi?
“No, lo ho date a te…”. E’ finita

Una coppia esce di casa. Sono due persone di età medio-alta e quindi qualche piccolo rallentamento dovuto alla suonatura c’è. La domanda, mentre escono, è sempre una sola: “Hai tu le chiavi vero?”. E qui si apre un universo sconfinato. Perchè le chiavi rappresentano un oggetto capace di determinare i destini del nostro quotidiano, di accendere liti, di inasprire gli animi, di portare a conseguenze irreversibili, fra le quali il divorzio. La risposta alla domanda “hai tu le chiavi?” sarà sempre: “No, le ho date a te”. E qui parte il delirio. “No, non me la hai date, le avevi tu”. “Io le avevo prima di avertele date, mi ricordo di avertele messe proprio in mano, eravamo in cucina”. “Ma come in cucina, non ci siamo mica andati in cucina”. “Mo seh, ti sei fatto un caffè o no prima di uscire?”. “Ah sì, però le chiavi le avevi te, te le ho viste in mano”. “Sì, prima di darle a te”. “Lui intanto continua a frugare nelle tasche. Gli è venuto un lontano sospetto che la moglie abbia ragione, ma non crollerà mai. “Insomma io non le ho, è già la centesima volta che succede e alla fine poi sono nella tua borsa guardaci”. Viene il sospetto anche alla moglie, che quindi guarda nella borsa. “Non ci sono. Per forza. Lei ha te!”. Qui scatta la febbrile ricerca. I due rientrano in casa. Lui guarda dappertutto, lei va a controllare in tutti pantaloni del marito e nelle giacche. Dove tra l’altro trova alcuni reperti importanti, come un bancomat di cui avevano denunciato la scomparsa e alcune mascherine ancora incellofanate. La tensione sale. “E’ che cominci a perdere dei colpi”, è la frase che a questo punto la moglie usa per fiaccare le resistenze del marito. Lui tira su di spalle ma sotto sotto gli si insinua il dubbio che sia così. Si va in garage, in solaio. Poi a un certo punto lei fa” Eccole, guarda mò, nel cassetto!”. E lei: “Mocchè sono quelle del mare”. Lui barcolla. Siamo a ferri cortissimi. “Ou, sono sparite! Incredibile”, fa lui. E lei: “No, ci sono, sennò stamattina come abbiamo fatto per rientrare in casa”. Nel finale c’è quasi sempre il colpo di teatro. Spunta il figlio dalla sua camera (chiamata Il Bunker) e fa, brandendo il mazzo: “Vi servono le chiavi? Le ho prese io per aprire al corriere”. La madre: “Sì, ma ce n’erano due mazzi. E l’altro?”. Zac. La mano del marito spunta dalla tasca dei suoi pantaloni. “Le avevo in tasca, mo soccia!”. Chiude la moglie, laconica: “Solito”.   

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