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Ma chi ci capisce qualcosa
con i numeri di questo virus?

Diamo i numeri. E fin qui va bene. Ma la domanda è: questi numeri li capiamo? Vedi gente alla mattina o al pomeriggio, seduta nei caffè, col cellulare in mano che controlla l’andamento del virus. Nascono dialoghi del tipo: “Oggi 1350 contagi, ma solo 10 morti”. E l’altro: “Sì ma quanti tamponi?”. Aspetta…ecco, ah bè, 800 tamponi in meno di ieri…”. “Sì, ma allora cosa vuol dire?”. L’altro bofonchia qualcosa diincomprensibile. Poi rilancia: “1350 di cui più di 1000 in Lombardia…”. Risposta: “Sì, ma son calati. Ieri erano 15000”. “Allora migliora?”. “Ah non lo so. Bisogna vedere in base a quanti tamponi…”. Silenzio per qualche secondo poi viene buttata là un’altra notizia: “In Emilia-Romagna 15 in meno di ieri”. E l’altro: “Sì ho visto, a Bologna solo due morti”. “Ma a Bologna o nel bolognese?”. “Boh, non lo dice qua”. Si vagola nel nulla dei numeri detti e non capiti. Ognuno spara là una cifra letta da qualche parte, con voce preoccupata per vedere la reazione degli altri. Nei crocicchi e nelle discussioni a più persone, c’è sempre l’informato. Quello che, quando è inverno, di solito entra al bar e dice: “A Loiano nevica”, notizia probabilmente vera, ma inverificabile a breve, e che comunque si sparge subito a macchia d’olio nei negozi della spesa. Adesso col virus “l’informato” trionfa. E piazza là una certezza che lascia tutti di sasso. “Soccia, la Capua ha detto che le mascherine se messe male vanno l’effetto opposto”. Oppure: “Avete sentito? Domani chiudono la Spagna, è il problema delle mascherine messe male”. Dopo mezzora, tutti i gruppetti di pensionati della città sa che a mettere la mascherina a caramella, cioè sotto al mento, si prende il virus più che se ce l’hai tasca. Tutti sbandano a cavallo dei numeri. Contagi, tamponi, test sierologici, positivi, negativi.  “Io ho fatto il sierologico”. E uno di fianco: “Non conta niente. Devi fare il tampone, per sapere se ce l’hai”. “Ma il sierologico allora?”. “E’ per sapere se l’avevi l’anno scorso”. E quello va via gobbo. Le domande sono a bruciapelo. “Te sei asintomatico?”. E quello (che non sa niente) fa: “Boh, io sto da Dio”. “Sì, ma se c’hai il Covid senza sintomi come le maettiamo?”. Silenzio. Intanto ci si continua scervellare con i numeri. Ieri al bar sotto casa uno ha detto: “Oggi i dati son più bassi di un mese fa”. Gli altri non hanno approfondito. Due han cacciato via la mascherina e sei sono allontanati sussurrando il classico: “Alàura va a fèr dal pugnàt, tè e el virus”.    

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