“Ma come, fate la multa a me che è la prima volta che faccio una preferenziale?”

Chi è contento di pagare le multe? Nessuno, ovvio. La multa è una cosa che fa imbestialire anche la persona più calma della terra. L’effetto della multa, oltre che doloroso per il catovino (dicasi portafogli), scatena rabbie, odi nei confronti dei vigili, insulti nei confronti degli stessi, sensi di ingiustizia biblici, vene gonfie, livori verso le amministrazioni comunali di tutto il pianeta. La multa fa incazzare, è inutile. E’ fatta apposta, è la sua essenza costituzionale. Anche se (non lo ammettiamo ma è così) 99 volte su cento ce l’hanno appioppata perché abbiamo fatto una cosa che non si può fare. Fra le tante reazioni quella più divertente e interessante da studiare è la seguente. Facciamo conto che a uno arrivi a casa una multa perché ha fatto una preferenziale passando sotto la telecamera Rita (nome che da quando è stata data a quella telecamera non viene più dato a nessuna bambina perché si pensa che venga su cativa, con una t sola che è peggio). La contestazione, a volte brandendo il foglio davanti a un vigile o all’ufficio deputato davanti all’ addetto, sarà: “Ma come? Io non l’avevo mai presa la multa per una preferenziale!”. E allora? Cosa vuol dire se non l’aveva mai presa? Vuol dire che se non l’aveva mai presa è immune dal prenderne una? Quante ne deve prendere perché la multa sia giusta? Due, tre? Tre corner un rigore (si diceva da piccoli)? E da lì, con questa attenuante radicata nel profondo, giù con robacce irripetibili nei confronti, di Merolacolombovigiliaccertatori, parola composta da più entità ma riassumibile in un termine solo, per dare più corposità all’ingiuria. “Soccia, io non l’avevo mai presa! Soccia ma io è la prima volta che la prendo! Ben, per una volta?”. Per il multato non esiste il “c’è sempre una prima volta”, la prima volta semplicemente non deve esserci. Quindi, deduzione, lui può fare la preferenziale proibita. Pensa che si debba chiudere un occhio. Facciamo così, alla prima multa si chiudono tutti e due gli occhi, alla seconda se ne apre uno, alla terza si aprono tutti e due e yi cacciano dentro. Potrebbe essere un’idea.

Altra reazione quando si prendono le multe è: “Bè, proprio a me? Si vede che non avete proprio altro da fare…”. Forse è vero. Forse non avendo altro da fare, i vigili hanno deciso di fare la multa a te. Se tu poi hai fatto una cosa che non si può fare non conta. Sono degli str…nzi e basta. A prescindere. “E’ così che si risolvono i problemi della città, facendo la multa a un povero disgraziato che lavora, che non aveva mai preso una multa? Bravo merola (con la minuscola in questo caso), bravo tizio, bravo caio!”. E poi ancora: “Con tutti i problemi che avete, i borseggi, i furti, Piazza Verdi, il degrado, i palpeggiatori, le ragazze aggredite, voi state qui a fare la multa a me perché ho parcheggiato in un divieto di sosta?”. Un classico. E’ come se il vigile arrivasse lì, vedesse la macchina di un tizio con due ruote sul marciapiedi o in un parcheggio per disabili e dicesse: “ Ma si va, con tutti i problemi che abbiamo, il degrado, i furti, i borseggi eccetera, io non gliela faccio la multa a sto qua. Non è certo facendo la multa a questo che si risolvono i problemi della città”. Ecco. Questo sarebbe il ragionamento corretto. Altro che. Cosa vuol dire fare una multa se sto andando contromano, se ho imboccato un senso unico, se passo col rosso? No no no no, non si può andare avanti così. Mocchè mocchè mocchè. Bologna è proprio cambiata, non è più quella di anni fa, è un disastro. Per la cronaca questa cosa la si sentiva già negli anni sessanta. Poi nei settanta, ottanta e novanta. Quindi tombola.

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