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Ma di chi è questa suoneria?
Guarda che è la tua…!

Ogni tanto si sussulta. Quando parte all’improvviso una roba strana, un suono che non ti aspetti. Cioè una suoneria. Ci metti sempre un po’ a capire che cos’è, perchè ormai l’uomo, nella sua imprevedibili perversioni, dota il proprio cellulare di un richiamo che ti stupisce perchè può essere tutto: un rutto, una canzone, un suono di una monetina che cade, un clacson, un pezzo di film, la sigla di un programma, un urlo disumano. Ovvio che si sobbalza. Improvvisamente stai parlando con gli amici o sei in una riunione di lavoro e parte un urlo lancinante. Tutti si guardano attorno e lì scatta una frase che spesso ti lascia perplesso. La frase non è: Scusate, è il mio telefono”, bensì una domanda: “E’ il mio?”. E’ il mio? Ma come si fa a chiedere “è il mio”?. Si può capire una suoneria standard, classica, che quindi può venire confusa. In quel caso “è il mio?”, ci sta anche. Ma se esplode una bronza di mucca o il grugnito di un maiale (c’è, c’è, l’abbiamo sentita da una nonna distinta mentre era dal parrucchiere), è chiaro che sai benissimo che il telefono è il tuo. Lì c’è sempre un imbarazzo passeggero che però viene stemperato dagli altri che ridono. Le suonerie cretine infatti sono protese a far ridere. Come i videini e le barzellettine che invadono i nostri cellulari e che ci mostriamo spasmodicamente, con morbose eccitazioni, in qualsiasi momento. Invece parte, per esempio, “Bella Ciao” a volume pazzesco. Sguardo stravolto, occhi sbarrati e…“E’ il mio?”. Ma certo che è il tuo. In quanti vuoi che abbiano Bella Ciao che siete in quattro? Oppure esplode all’improvviso, in farmacia, con la gente in coda, il raglio di un asino. Il tipo trasale e fa: “E’ il mio?”. Poi si fruga in tasca freneticamente. Tutti quelli in fila tacciono con gli occhi bassi per pudore. Di solito sono i telefoni delle persone anziane che hanno quei tipi di suonerie. Sono i diabolici nipoti che, siccome i nonni non lo sanno fare, impostano la suonerie con soluzioni in aperto contrasto col padrone dello strumento. Apposta. Quindi può succedere che nel gruppozzo dei pensionati della Piazza a un certo punto si senta l’attacco di “Smells like teen spirit” dei “Nirvana” con l’anziano che non fa una piega perchè non sa che viene dal suo telefono. E allora gli altri fanno: “Guèrda che ti tè!”. Ma lui, essendo sordo, non sente neanche quello. E gli altri possono beneficiare del pezzo intero e muoversi a tempo.

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