Ma dove sono finiti i bolognesi?

Dove sono i bolognesi? Ci sono ancora? O si sono estinti come è già successo ai maya o agli egizi? Da qualche anno non si sono più visti, qualcuno dice di averne incontrato uno ma non ha portato le prove del fatto e dunque non è credibile. La ricerca è proseguita capillare, incessante, seguendo piccole tracce, voci, avvistamenti. Poi, dopo mesi e mesi in cui la città è stata battuta da cima a fondo, interessando anche investigatori internazionali venuti apposta per svelare il mistero, ecco finalmente il ritrovamento. I bolognesi, ormai ridotti a pochissimi esemplari in via di estinzione, ci sono. Si sono rintanati nei circoli Arci, nei Centri Sociali, dovunque insomma ci sia un biliardo, un bar, dei tavoli con le carte e una tombola. Non escono più da lì. Sono stati localizzati e ora si possono studiare da vicino le loro abitudini.

1 – Vivono come una comunità di emigrati in una città straniera. Non si avventurano all’esterno  perché sanno che fuori si parlano altre lingue incomprensibili e si incontrano uomini e donne completamente diversi. Spesso vestiti anche male.

2 – Non hanno più contatti con la realtà. L’unica cosa che li può toccare è una calata sbagliata di assi in una briscola o una bevuta di sponda di uno tristo a biliardo.

3 – Non uscendo più dal circolo da anni non sanno cosa succede in città, sentono parlare di cambiamento ma non conoscono il significato di area metropolitana. Né hanno intenzione di farsi spiegare cos’è.

4 – L’unico contatto col mondo è il tragitto, più breve possibile per andare a casa alla sera. Lì  spesso c’è una donna che sta stirando e guardando la televisione ed è l’ultimo avanposto sul mondo. Ma non esce più neanche lei, vive in ciabatte e grembiule e ormai sta finendo i viveri.

5 – L’unica frase che pronunciano al di fuori del circolo mentre vanno a casa o mentre da casa raggiungono il circolo è: “Va la va la va la”. Qualcuno, ma non è sicuro, è stato sentito profferire anche: ”Va a fer un squass ed pugnatt” ma, se è vero, non si sa riferito a chi.

6 – Molto spesso, finita la briscola, parlano della loro città di origine, Bologna, ricordando com’era e come è avvenuto il suo completo disgregamento fino alla sparizione.

Si è scoperto, dopo un lungo e dettagliato studio, che ai bolognesi rifugiati in questi contenitori antinucleari e inaccessibili al resto della popolazione, dal Centro Arci Benassi al Dopolavoro Ferroviario, dal Centro Ansaloni al Mazzacorati, dal Martelli al Croce Coperta, non gliene frega assolutamente niente dei T-days, del Civis, della mobilità, degli orari dei locali pubblici, del degrado, del People Mover, di Merola, di Guaraldi, dei grillini, della crisi, dei venditori di rose e  zavagli cinesi, dei pakistani, del porta a porta di Sirio, di Rita e di tua sorella. Non è roba loro. E’ roba di altri popoli venuti da altri pianeti. Che non sanno nemmeno dire socmel. Perché è sparita anche la “esse”, quella che pesava due quintali e mezzo. L’han già portata via quelli di Hera. Nell’indifferenziato.

One Response to Ma dove sono finiti i bolognesi?

  1. claudio Rispondi

    15 novembre 2012 at 12:15

    Io che vivo praticamente davanti ai centri sociali Sirenella e al Frassinetti… ti posso garantire che qualcuno è nascosto lì dentro. Io li vedo entrare. Il problema è che spesse volte NON LI VEDO USCIRE…

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