Ma in America agli incroci è più facile

Una strada americana, Minneapolis per l’esattezza, in Minnesota, quindi non l’America di New York, ma quella più profonda della provincia, anche se siamo comunque in una grande città, nel midwest, parte alta, un pelo più su di Chicago (zagno notevole anche di questo tempi, specie al mattino). Uno cammina tranquillo e incrocia una persona, quella persona, già da distanza, avendo incrociato il tuo sguardo, comincia sorriderti. “Ban – pensi – chi è? Mi conosce?”. Poi quando ti passa vicino ti fa: “How are you?”, cioè “Come stai?”. Tu rispondi “Bene”, ma in quel momento ti rendi conto che succede proprio come a Bologna. Ti sorridono per strada e ti salutano. Vi sarà successo milioni di volte no? In via Rizzoli o sotto il Pavaglione. “Come va?”. Allora tutto il mondo è veramente paese. Altro caso. Ascensore di un palazzo. C’è una persona insieme a te. Sconosciuta. Le solite cose di rito tipo: “Dove va?”. “Terra?”, “Okay anch’io”. Poi lui fa sorridendo? “Come va? Ha visto che primavera sta arrivando, oggi è bel tempo”. Avete capito bene. Esattamente la stessa cosa che capita in ascensore a Bologna in qualsiasi palazzo. La gente ti chiede come va e poi dice una roba sul tempo. Incredibile. Tutto il mondo è veramente paese. Si comportano allo stesso modo. Quindi vuol dire che non è vero che noi siamo peggiorati, ci siamo chiusi e ingrugniti rispetto al resto del mondo.

Un’altra prova, poco dopo, in una strada abbastanza affollata di downtown, una persona che incroci ti urta con un braccio e si gira dicendoti: “Sorry!”, “Scusi”. Poi si ferma: “Le ho fatto male?” (sempre in inglese ovviamente ma vi evitiamo la bega della traduzione. Ma guarda un po’! Esattamente come in via Orefici. La stessa reazione. Hai l’impressione che si siano messi d’accordo. Ma possibile che la gente abbia lo stesso comportamento? Eppure è così. Altra riprova. In macchina. Si arriva ad un incrocio, c’è lo stop. Da nessuno dei tre lati arriva una macchina, quindi l’incorcio è deserto. Gli americani si fermano. Anche per un istante, ma si fermano. C’è scritto stop e fanno uno stop. Ho chiesto come mai non rallentano e basta. Risposta: “Se c’è un agente ci fa la multa, se c’è scritto stop, bisogna fermarsi”. Clamoroso! E’ come da noi, anche in questo caso. Come a Bologna. Ma allora…ma allora…Da considerare poi che spesso gli incroci, appena fuori dal centro, in America non hanno il semaforo. Si vedono arrivare altre tre macchine, nello stesso momento, dalle tre strade che coinfluiscono lì. Cosa succede? Si fermano, si danno un’occhiata, fanno un piccolo gesto e poi passano a turno. Magicamente. Prima quello, poi quello e poi il terzo e il quarto, nell’ordine. Ma insomma, allora ci hanno copiato. Noi questa cosa la facciamo da anni. Si vede che sono venuti a Bologna a vedere e hanno portato là l’idea. Capita centinaia di volte del resto di assistere a questo meccanismo negli incroci appena fuori città. O no? Insomma, fanno come noi, guidano rispettando i limiti, le regole, non hanno i venoni gonfi, non si insultano dai finestrini, le moto e gli scooter stanno in fila come gli altri essendo mezzi di locomozione. Uguale, uguale come da noi.

L’ultimo fatto che dà la conferma di tutto succede al supermercato. Hai fatto la spesa, ti presenti alla cassa, c’è il cassiere che appena appoggi gli acquisti ti fa sorridendoti: “How was the day?”. How was the day vuol dire: come è andata la giornata? La stessa, identica domanda che ri rivolgono le cassiere e i cassieri delle nostre Coop o Centri Commerciali. Capito che copioni sti americani? Non va mica bene così. Uno applica i suoi modi per anni e anni poi arrivano i primi americani che passano e te lo copiano pari pari. Non ci stiamo. D’accordo, tutto il mondo è paese, ma c’è un limite a tutto però!

 

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