Ma insomma perché a Loiano nevica sempre?

C’è gente che è cintura nera di tempo. Nel senso meteorologico. Gente che è capace di parlare delle condizioni climatiche con una precisione impossibile da contestare. Siamo in un momento terrificante. C’è perfino chi ormai, appena vede fuori dalla finestra che comincia a piovere, si mette a ridere. Sì perché adesso è quasi comica. E nei negozi al mattino impazza la discussione. C’è chi entra al bar lanciando la frase laconica: “E siamo a giugnoooo!”. Trovando subito una marea di complici per iniziare la dissertazione che praticamente salva l’imbarazzo di un bar. Insomma con questo tempo c’è sempre qualcosa da dire. Il “tempologo” ha una capacità: di sganciare la bomba che getta gli altri in una profonda costernazione e inesorabilmente in salita perché dopo non si sa più cosa dire: Esempio: “Hanno detto che piove fino al 5 luglio”. Cosa vuoi ribattere a una cosa così?  Se lui l’ha detto significa che lo sa e non resta che rinchiudersi in una specie di piccolo cordoglio, mescolando tristemente il cappuccino.

A meno che non ci sia quello (ma c’è sempre, eccome se c’è) che rilancia: “No, io ho sentito che torna bello solo all’inizio di settembre!”. Che è grossa, ma è comunque una notizia. Perché di solito la persona che dice una cosa così rincara con: “L’ha detto un sito americano dopo uno studio scientifico. Loro non sbagliano”.  Intanto la gente da due mesi si dispera. Scoppiettano per strada e nei negozi i soccmel e i dumaròn. Il fenomeno porta a un tale impazzimento che, poiché il tempo è indecifrabile, si indossano indumenti pazzeschi e senza senso: impermeabili con sotto le infradito, piumini con i bermuda, stivali col pelo con sopra una canotta che lascia scoperta la pancia. Risultato: raffreddori immediati, febbri e frasi classiche: “Ah par forza, è una fourma cl’è fora…”. Il che non è vero ma basta che ce l’abbia uno e subito ce l’han tutti. E poi “fora” dove? Una signora l’altro giorno, con la cerata da pioggia, il colbacco e le espadrillas, è entrata in un caffè dicendo: “E  che poi non ci parlino di siccità eh!”. Invece è così. Se domani torna il sole si parlerà subito di siccità, di raccolti perduti, del settore ortofrutta sul lastrico La Protezione Civile (e onna!) dirà che bisogna bere molto e di fare attenzione ai vecchi, ai bambini e alle donne incinta. Si assisterà insomma alla pseudo esplosione dell’estate. Nel senso che saranno tutti nudi in strada, ciabattine, bermuda, canotte (su pelli di un orrendo biancore mortale) e incontrandosi subito diranno con la faccia distrutta frasi tipo: “C’è un caldo che non ci si sta!”, “Va bene che è stato freddo fino a ieri, mo così no però”. “Soccia si muore!”. Un’ulteriore nubifragio sarà poi l’immaginario tunnel che conduce direttamente in farmacia. Già adesso i “tempologi” lanciano allarmi terroristici. Uno in una ferramenta diceva: “Ou (con mano dritta di traverso sul lato della bocca), fra una settimana ci sono 48 gradi, preparatevi”. Poi è andato via, lasciando tutti attoniti. Nel frattempo, nel delirio collettivo, durante i giorni a 8-9 gradi, registrati i soliti dieci o dodici casi in cui uno entrava al bar e diceva: “Oh, a Loiano nevica!”, ma questa a Bologna è una costante fissa. A Loiano invece sembra che per questa cosa siano disperati. Intanto il sindaco ha ordinato degli skilift.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *